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CARDIOLOGIA N. 141bb  3-09-2004  15:14  Pagina 41











                                                     È stato inoltre sottolineato come nella prospettiva di una crescente richiesta e
                                                     responsabilità con riferimento all’aspetto del complessivo equilibrio socio-eco-
                                                     nomico del sistema emergenze per l’IMA, spetta alle Regioni l’elaborazione di
                                                     proposte e di soluzioni innovative in campo gestionale, organizzativo e tecno-
                                                     logico. È stata quindi riportata la pionieristica esperienza della Regione Veneto
                                                     che si avvale di 18 centri di Emodinamica (di cui 12 con possibilità di esegui-
                                                     re interventistica), 7 Dipartimenti di Emergenza dotati di 118 e 33 Pronto Soc-
                                                     corso. Il progetto esposto si avvale di una teletrasmissione dell’ECG alle car-
                                                     diologie di pertinenza territoriale e di un percorso terapeutico, concordato sul-
                                                     la base di un protocollo comune, con centralizzazione del paziente con IMA al-
                                                     l’emodinamica interventistica al fine di anticipare il triage al domicilio del pa-
                                                     ziente o nel luogo in cui avviene il soccorso.
                                                     Sono state quindi analizzate le variabili che possono influenzare l’outcome del
                                                     trattamento dell’IMA quali il profilo del rischio del paziente alla presentazione;
                                                     il tempo di ischemia dall’esordio dei sintomi alla diagnosi e da questa alla tera-
                                                                              pia; ed il tipo di trattamento alla luce dei dati del-
                                                                              la letteratura e del registro veneto VENERE che
                                                                              ha arruolato 993 pazienti con IMA ed esordio dei
                                                                              sintomi entro le 12 ore. Da tali dati è emerso che
                                                                              la mortalità è maggiormente concentrata in pa-
                                                                              zienti ad elevato rischio, che in pazienti con più
                                                                              di 75 anni l’efficacia del trattamento fibrinolitico
                                                                              è inferiore rispetto ai pazienti più giovani, che
                                                                              l’outcome dell’angioplastica primaria è tanto mag-
                                                                              giore quanto maggiore è il profilo di rischio e che
                                                                              l’angioplastica primaria, come la fibrinolisi, è tem-
                                                                              po dipendente. Secondo un lavoro recentemente
                                                                              pubblicato infatti per ogni 30 minuti di ritardo c’è
                                                                              un incremento del rischio relativo di mortalità ad
                                                                              1 anno pari a 1.075.
                                                                              I dati di trials come il BRAVE ed il CAPITAL AMI
                                                                              hanno inoltre dimostrato che l’approccio combi-
                                                     nato fibrinolisi+angioplastica sembra essere superiore alla sola fibrinolisi. Un
                                                     percorso terapeutico ideale quindi per il trattamento dell’IMA dovrebbe preve-
                                                     dere una precocità nella diagnosi e nella terapia, una stretta collaborazione tra
                                                     118 e Pronto Soccorso e l’ausilio della telemedicina. A tal proposito è stato pre-
                                                     sentato un protocollo differenziato di trattamento che prevede l’angioplastica
                                                     primaria, la sola fibrinolisi ed i vari tipi di trattamenti facilitati o combinati in
                                                     base alle caratteristiche del rischio, alla disponibilità ed alla tempistica di una
                                                     eventuale procedura di angioplastica, al tempo di esordio dei sintomi, alle ca-
                                                     ratteristiche di presentazione e dalla persistenza dei sintomi.
                                                     Il ruolo moderno del 118 e del Pronto Soccorso nella gestione dell’IMA con-
                                                     templa elementi di criticità quali una rete ospedaliera distribuita nei grandi cen-
                                                     tri, problematiche di viabilità e orografia, di organizzazione e di risorse. Gli
                                                     obiettivi sono di ridurre la mortalità e la morbidità nell’emergenza-urgenza tra-
                                                     mite interventi terapeutici e professionali e di ottimizzare la gestione e l’orga-
                                                     nizzazione per obiettivi individualizzati sulla scorta dei bisogni della popolazio-
                                                     ne. Di fondamentale importanza sono quindi la cultura, l’analisi epidemiologi-
                                                     ca, l’integrazione con le strutture, la formazione permanente e le innovazioni
                                                     tecnologiche integrate ai progetti nazionali e regionali.


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