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È stato inoltre sottolineato come nella prospettiva di una crescente richiesta e
responsabilità con riferimento all’aspetto del complessivo equilibrio socio-eco-
nomico del sistema emergenze per l’IMA, spetta alle Regioni l’elaborazione di
proposte e di soluzioni innovative in campo gestionale, organizzativo e tecno-
logico. È stata quindi riportata la pionieristica esperienza della Regione Veneto
che si avvale di 18 centri di Emodinamica (di cui 12 con possibilità di esegui-
re interventistica), 7 Dipartimenti di Emergenza dotati di 118 e 33 Pronto Soc-
corso. Il progetto esposto si avvale di una teletrasmissione dell’ECG alle car-
diologie di pertinenza territoriale e di un percorso terapeutico, concordato sul-
la base di un protocollo comune, con centralizzazione del paziente con IMA al-
l’emodinamica interventistica al fine di anticipare il triage al domicilio del pa-
ziente o nel luogo in cui avviene il soccorso.
Sono state quindi analizzate le variabili che possono influenzare l’outcome del
trattamento dell’IMA quali il profilo del rischio del paziente alla presentazione;
il tempo di ischemia dall’esordio dei sintomi alla diagnosi e da questa alla tera-
pia; ed il tipo di trattamento alla luce dei dati del-
la letteratura e del registro veneto VENERE che
ha arruolato 993 pazienti con IMA ed esordio dei
sintomi entro le 12 ore. Da tali dati è emerso che
la mortalità è maggiormente concentrata in pa-
zienti ad elevato rischio, che in pazienti con più
di 75 anni l’efficacia del trattamento fibrinolitico
è inferiore rispetto ai pazienti più giovani, che
l’outcome dell’angioplastica primaria è tanto mag-
giore quanto maggiore è il profilo di rischio e che
l’angioplastica primaria, come la fibrinolisi, è tem-
po dipendente. Secondo un lavoro recentemente
pubblicato infatti per ogni 30 minuti di ritardo c’è
un incremento del rischio relativo di mortalità ad
1 anno pari a 1.075.
I dati di trials come il BRAVE ed il CAPITAL AMI
hanno inoltre dimostrato che l’approccio combi-
nato fibrinolisi+angioplastica sembra essere superiore alla sola fibrinolisi. Un
percorso terapeutico ideale quindi per il trattamento dell’IMA dovrebbe preve-
dere una precocità nella diagnosi e nella terapia, una stretta collaborazione tra
118 e Pronto Soccorso e l’ausilio della telemedicina. A tal proposito è stato pre-
sentato un protocollo differenziato di trattamento che prevede l’angioplastica
primaria, la sola fibrinolisi ed i vari tipi di trattamenti facilitati o combinati in
base alle caratteristiche del rischio, alla disponibilità ed alla tempistica di una
eventuale procedura di angioplastica, al tempo di esordio dei sintomi, alle ca-
ratteristiche di presentazione e dalla persistenza dei sintomi.
Il ruolo moderno del 118 e del Pronto Soccorso nella gestione dell’IMA con-
templa elementi di criticità quali una rete ospedaliera distribuita nei grandi cen-
tri, problematiche di viabilità e orografia, di organizzazione e di risorse. Gli
obiettivi sono di ridurre la mortalità e la morbidità nell’emergenza-urgenza tra-
mite interventi terapeutici e professionali e di ottimizzare la gestione e l’orga-
nizzazione per obiettivi individualizzati sulla scorta dei bisogni della popolazio-
ne. Di fondamentale importanza sono quindi la cultura, l’analisi epidemiologi-
ca, l’integrazione con le strutture, la formazione permanente e le innovazioni
tecnologiche integrate ai progetti nazionali e regionali.
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