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CARDIOLOGIA N. 141bb  3-09-2004  15:14  Pagina 40







                      Lunedì 24 maggio


                                                                            sura utilizzando le statistiche nazionali di mortalità.
                                                                            Il progetto CUORE – Studio italiano longitudinale
                                                                            ha il principale obiettivo di identificare le funzioni
                                                                            che possano predire gli eventi coronarici e cerebro-
                                                                            vascolari. Sono state considerate 12 coorti dalla po-
                                                                            polazione generale, di cui 6.057 uomini e 11.185
                                                                            donne, tra i 40 ed i 69 anni, senza patologia alla va-
                                                                            lutazione di base e sono stati seguiti per un periodo
                                                                            mediano di tempo di 9.4 anni, per gli uomini, e di
                                                                            7.4 anni per le donne. L’end point è stato quello di
                                                                            valutare il primo evento fatale e non fatale, sia esso
                                                                            coronarico, stroke o la rivascolarizzazione. Sono sta-
                                                                            ti registrati 568 eventi tra gli uomini e 292 tra le
                                                                            donne.
                                                                            Mentre lo SCORE system si basa su 200.000 euro-
                                                     pei, predicendo la mortalità per patologia cardiovascolare, la carta italiana è ba-
                                                     sata su 20.000 italiani, predice il verificarsi di un evento fatale e non fatale,
                                                     quale infarto miocardico acuto o stroke con la possibilità di cambiare il rischio;
                                                     include i diabetici e la popolazione ad alto rischio > 20%. Confrontandolo an-
                                                     che con lo studio Framingham il cut off di rischio è simile per il Framingham
                                                     e il CUORE (>20%) che però considerano due end point diversi: il primo, la
                                                     patologia coronarica fatale e non fatale, il secondo l’infarto fatale e non fatale
                                                     e lo stroke. Lo SCORE invece ha come end point solo la mortalità per patolo-
                                                     gia cardiovascolare e con un rischio di cut off del 5%. La prevalenza nei tre stu-
                                                     di era intorno al 21% per il Framingham e lo SCORE e del 10% per lo studio
                                                     CUORE.


                  SIMPOSIO


                  VERSO LA GESTIONE MODERNA DELL’INFARTO MIOCARDICO ACUTO
                                                     Moderatori: F. Bovenzi, A. Branzi
                                                     Relatori: Z. Olivari, M. Costa, D. Frezza, A. Manari


                                                     Una rete provinciale per l’angioplastica primaria dovrebbe considerare un’at-
                                                     tenta selezione dei pazienti con infarto miocardico acuto (IMA), organizzare
                                                     correttamente una logistica del trasferimento e ottimizzarne i tempi.
                                                     È stata presentata l’organizzazione della rete di Reggio Emilia che da centri pe-
                                                     riferici invia pazienti con IMA a cardiologie dotate di emodinamica per essere
                                                     sottoposto ad angioplastica primaria in caso di shock cardiogeno o di con-
                                                     troindicazioni alla terapia fibrinolitica, negli altri casi, in base alla stratifica-
                                                     zione precoce del rischio, si esegue un’angioplastica facilitata che si avvale di
                                                     Alteplase, Abciximab e basso dosaggio di eparina (in pazienti ad alto rischio)
                                                     o la trombolisi (basso rischio). È inoltre emerso che le esperienze di reti per
                                                     l’angioplastica primaria sono progressivamente in aumento e dimostrano la fat-
                                                     tibilità di tale strategia sia in termini di sicurezza e di organizzazione. L’impe-
                                                     gno organizzativo maggiore continua ad essere legato ai trasporti. La facilita-
                                                     zione farmacologica durante il trasporto può rappresentare un utile comple-
                                                     mento alla strategia della rete, anche se non vi sono ancora dati definitivi su
                                                     quale possa costituire il più efficace schema terapeutico.


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