Page 40 - CnO_122_123
P. 40

l’intero ambito regionale, non meno di 30-35 UTIC (quelle pubbliche attualmen-
                           te operative raggiungono il numero di 24). È importante che queste siano omo-
                           geneamente distribuite sul territorio per non creare inaccettabili “gap” tra bi-
                           sogno d’assistenza cardiologica d’urgenza e cronica mancanza di risorse di-
                                            sponibili.
                                            Dall’analisi fatta sono risultate in prevalenza carenti di po-
              Dall’analisi fatta rispetto
                                            sti letto UTIC le province di Brindisi e Taranto, in parti-
              agli standard quantitativi
                                            colare la provincia di Brindisi con circa 413.000 abitanti, di-
              auspicati dall’ANMCO sono     spone di solo otto posti letto di UTIC ed in provincia di Ta-
              risultate in prevalenza       ranto, con circa 588.000 abitanti, si registra un’altrettanto
              carenti di posti letto di     grave carenza. Ma anche per alcune grandi aree metropolita-
              UTIC le province di Brindisi  ne ad elevata densità di popolazione si avverte la necessità di
              e Taranto                     istituire delle UTIC, anche se tali aree, risultano collocate in
                                            province (Bari, Lecce, Foggia) con posti letto complessivi suf-
                                            ficienti in rapporto al numero degli abitanti.
                           È stata parimenti ribadita l’attuale carenza della legislazione sanitaria riguardo al-
                           l’ordinamento delle attività mediche ad alta tecnologia, che al momento risultano
                           del tutto prive di un’organica programmazione delle loro attività.
                           Occorrerà, quindi, rivedere quanto prima la distribuzione sul territorio dei
                           reparti di Cardiochirurgia e dei Laboratori d’Emodinamica: una programma-
                           zione attenta a tale livello eviterebbe un loro proliferare disordinato, dando final-
                           mente priorità alle reali necessità del territorio.
                           Solo con forti sinergie tra le varie figure professionali, attraverso l’ascolto e
                           l’impegno di tutte le componenti istituzionalmente preposte, si potranno as-
                           sicurare alla Puglia degli elevati standard nella programmazione sanitaria e
                           una conseguente erogazione di servizi cardiologici di livello europeo, pur in
                           un ambito di limitate e definite risorse economiche.
                                            Da queste considerazioni è scaturita, sia la necessità d’ulte-
                                            riori incontri d’analisi e di dibattito su tali tematiche, sia il

              Occorrerà rivedere quanto     bisogno di istituire una commissione che apra un tavolo per-
                                            manente di dialogo e di confronto con le istituzioni politiche
              prima la distribuzione sul
                                            regionali (F. Bovenzi - Bari).
              territorio delle
                                            Sono poi state discusse le Linee Guida internazionali
              cardiochirurgie e dei         (C. D’Agostino - Bari) ed illustrate e proposte, da parte dei
              laboratori di emodinamica     Cardiologi dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi (A. Storelli -
                                            Brindisi), le Linee Guida regionali strutturate in funzione
                                            della territorialità e dell’attuale distribuzione della rete ospe-
                           daliera. La discussione sull’implementazione dei protocolli regionali ha suscitato
                           molto interesse, specie riguardo al miglioramento dell’organizzazione e dell’effi-
                           cienza intra ed interaziendale.
                           Per comprendere più a fondo i percorsi regionali diagnostico-terapeutici-organiz-
                           zativi dei differenti Centri, si è pensato di elaborare un “registro delle sindromi
                           coronariche acute”, una originale foto istantanea valutata in un breve periodo di
                           tempo, ma capace di evidenziare le necessità, le carenze, le condotte appropriate
                           ed il reale complessivo bisogno di domanda e di offerta.
                           Le differenti opzioni terapeutiche che possono seguire al primario momento del-
                           l’inquadramento clinico sono quelle che rivestono il maggior interesse nel dibatti-
                           to attuale (N. Baldi - Taranto), alla luce delle nuove indicazioni e soprattutto gra-
                           zie al notevole progresso tecnologico ed ai più recenti farmaci antitrombotici di




            LUGLIO/SETTEMBRE 2001 - N. 122/123  40
   35   36   37   38   39   40   41   42   43   44   45