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l’intero ambito regionale, non meno di 30-35 UTIC (quelle pubbliche attualmen-
te operative raggiungono il numero di 24). È importante che queste siano omo-
geneamente distribuite sul territorio per non creare inaccettabili “gap” tra bi-
sogno d’assistenza cardiologica d’urgenza e cronica mancanza di risorse di-
sponibili.
Dall’analisi fatta sono risultate in prevalenza carenti di po-
Dall’analisi fatta rispetto
sti letto UTIC le province di Brindisi e Taranto, in parti-
agli standard quantitativi
colare la provincia di Brindisi con circa 413.000 abitanti, di-
auspicati dall’ANMCO sono spone di solo otto posti letto di UTIC ed in provincia di Ta-
risultate in prevalenza ranto, con circa 588.000 abitanti, si registra un’altrettanto
carenti di posti letto di grave carenza. Ma anche per alcune grandi aree metropolita-
UTIC le province di Brindisi ne ad elevata densità di popolazione si avverte la necessità di
e Taranto istituire delle UTIC, anche se tali aree, risultano collocate in
province (Bari, Lecce, Foggia) con posti letto complessivi suf-
ficienti in rapporto al numero degli abitanti.
È stata parimenti ribadita l’attuale carenza della legislazione sanitaria riguardo al-
l’ordinamento delle attività mediche ad alta tecnologia, che al momento risultano
del tutto prive di un’organica programmazione delle loro attività.
Occorrerà, quindi, rivedere quanto prima la distribuzione sul territorio dei
reparti di Cardiochirurgia e dei Laboratori d’Emodinamica: una programma-
zione attenta a tale livello eviterebbe un loro proliferare disordinato, dando final-
mente priorità alle reali necessità del territorio.
Solo con forti sinergie tra le varie figure professionali, attraverso l’ascolto e
l’impegno di tutte le componenti istituzionalmente preposte, si potranno as-
sicurare alla Puglia degli elevati standard nella programmazione sanitaria e
una conseguente erogazione di servizi cardiologici di livello europeo, pur in
un ambito di limitate e definite risorse economiche.
Da queste considerazioni è scaturita, sia la necessità d’ulte-
riori incontri d’analisi e di dibattito su tali tematiche, sia il
Occorrerà rivedere quanto bisogno di istituire una commissione che apra un tavolo per-
manente di dialogo e di confronto con le istituzioni politiche
prima la distribuzione sul
regionali (F. Bovenzi - Bari).
territorio delle
Sono poi state discusse le Linee Guida internazionali
cardiochirurgie e dei (C. D’Agostino - Bari) ed illustrate e proposte, da parte dei
laboratori di emodinamica Cardiologi dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi (A. Storelli -
Brindisi), le Linee Guida regionali strutturate in funzione
della territorialità e dell’attuale distribuzione della rete ospe-
daliera. La discussione sull’implementazione dei protocolli regionali ha suscitato
molto interesse, specie riguardo al miglioramento dell’organizzazione e dell’effi-
cienza intra ed interaziendale.
Per comprendere più a fondo i percorsi regionali diagnostico-terapeutici-organiz-
zativi dei differenti Centri, si è pensato di elaborare un “registro delle sindromi
coronariche acute”, una originale foto istantanea valutata in un breve periodo di
tempo, ma capace di evidenziare le necessità, le carenze, le condotte appropriate
ed il reale complessivo bisogno di domanda e di offerta.
Le differenti opzioni terapeutiche che possono seguire al primario momento del-
l’inquadramento clinico sono quelle che rivestono il maggior interesse nel dibatti-
to attuale (N. Baldi - Taranto), alla luce delle nuove indicazioni e soprattutto gra-
zie al notevole progresso tecnologico ed ai più recenti farmaci antitrombotici di
LUGLIO/SETTEMBRE 2001 - N. 122/123 40

