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tensione Arteriosa (Dott. Bencardino - Paola), di Dislipidemie (Dott. Pileggi - La-
                           mezia T.), di Sedentarietà (Dott. Docimo - Crotone) e di Omocisteina (Dott. Sari-
                           ca - Locri). Nella seconda Sessione moderata dalla Dott.ssa Donnangelo (Trebisac-
                           ce) e dal Dott. Bisignano (Castrovillari) sono stati proposti i nuovi fattori di rischio
                           coronarico. I fattori di rischio emostatici sistemici nella stratificazione del rischio
                           sono stati affrontati dal Dott. Venneri (Cardiologia di Cosenza), le infezioni croni-
                           che come causa degli eventi clinici aterotrombotici dal Dott. Corrado (Laboratorio
                           Analisi - Trebisacce); interessante è stata la relazione svolta dal Dott. Crea (Uni-
                           versità Cattolica S. Cuore - Roma) sulla Genetica e rischio coronarico. La Sessio-
                           ne è stata conclusa dal Dott. Misuraca (Cardiologia Cosenza) e dal Prof. Trebisac-
                           ce (Università della Calabria) che hanno trattato il tema “La prevenzione ed i gio-
                           vani” in cui si è rimarcato il concetto che si devono incoraggiare i giovani ad adot-
                           tare stili di vita e norme culturali che favoriscano la salute del cuore. La Sessione
                           pomeridiana è stata tutta proiettata sul tema della “Riabilitazione cardiologica” che
                           ha visto moderatori della prima Sessione il Presidente stesso del Convegno Dott.
                           Chiatto (Trebisacce) e il Dott. Zampaglione (Crotone). La Sessione si è aperta con
                           una Lettura del Coordinatore del GICR Nazionale Dott. Carmelo Chieffo che ha
                           esposto il ruolo della riabilitazione cardiologica del 2000 in cui si è rimarcato la
                           necessità di sviluppare modelli di intervento che possano garantire la continuità
                           assistenziale attraverso la prevenzione dei fattori responsabili della progressione
                           della malattia e la identificazione dei pazienti a maggior rischio. Sono stati esposti
                           i dati dell’ultimo censimento per valutare lo stato della Cardiologia Riabilitativa in
                           Italia e si è rimarcato ancora una volta il divario tra Nord - Centro - Sud per ciò
                           che riguarda le strutture riabilitative. La Sessione è poi continuata con la relazio-
                           ne del Dott. Ceci (S. Spirito di Roma) che ha parlato delle vecchie e nuove con-
                           troversie nella Riabilitazione nel post-infarto. La riabilitazione del cardioperato è
                           stata trattata dalla Cardiologia Riabilitativa di Catanzaro (Dott. Zuccolo) e il Trai-
                           ning fisico nello scompenso cronico dal Dott. Battista-Boncompagni (Cosenza).
                           Ancora spunti per discutere la relazione di Fattirolli (Firenze) sulla riabilitazione
                           nell’anziano sopravvissuto ad un evento cardiaco ponendo la centralità dell’inter-
                           vento sulla prevenzione della disabilità determinata dalla cardiopatia. Il gruppo ria-
                           bilitativo di Mormanno (Dott. Musca), ha focalizzato l’attenzione sugli effetti del-
                           la riabilitazione cardiologica sulla qualità della vita e sulla ripresa lavorativa. Non
                           meno interessante è stato il dibattito sul tema posto sul training fisico e rischio
                           aritmico trattato dal gruppo di Cosenza (Dott. De Rosa). Le conclusioni al Con-
                           vegno sono state tratte dal Dott. Giannuzzi di Veruno che ha rimarcato la neces-
                           sità di far rispettare le Linee Guida in riabilitazione cardiologica sia per il crescen-
                           te peso sociale ed assistenziale delle malattie cardiovascolari, sia per l’evidenza
                           sempre più convincente dei benefici della riabilitazione che, se attuata in modo
                           globale, rappresenta un intervento tra i più “cost-effective” nella gestione del pa-
                           ziente cardiopatico.
                           Al Presidente Mario Chiatto vanno i complimenti per aver organizzato una gior-
                           nata così ricca di contenuti cardiologici dimostrando così alta sensibilità, compe-
                           tenza scientifica e culturale.





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