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Calabria
D A L L E R E G I O N I
LA CARDIOCHIRURGIA: UN NODO DA SCIOGLIERE
di Antonio Di Virgilio
Parlare oggi di Cardiochirurgia in Calabria non solo è attuale, ma assolutamen-
te doveroso.
La questione cardiochirurgia compare costantemente in tutti i dibattiti sanitari e
politici; sia i Cardiologi che la comunità medica tutta della nostra Regione mo-
strano particolare interesse verso questa branca chirurgica, intesa come estensio-
ne dei servizi offerti da una Cardiologia moderna.
I recenti progressi tecnologici, scientifici ed organizzativi in campo cardiologico
hanno purtroppo solo in parte riguardato la nostra Regione e ciò a causa della cro-
nica mancanza di una Cardiochirurgia e di conseguenza di una Cardiologia inter-
ventistica. Pensiamo ad esempio al trattamento dell’angina instabile e dell’infarto
miocardico acuto, le evidenze scientifiche a favore di un maggior interventismo
sono sempre più numerose; oppure agli stadi terminali dello scompenso cardiaco,
sia esso acuto che cronico, dove l’assistenza ventilatoria e l’assistenza ventricolare
ci consentono di sottrarre alcuni di questi pazienti ad un esito infausto; ebbene
sono strategie terapeutiche queste non ancora attuali nella nostra Regione.
La Calabria è tra le regioni italiane quella a più alta emigrazione sanitaria. I car-
diopatici non si sottraggono purtroppo a questa consuetudine. È anche vero però
che la situazione calabrese è forse unica in Italia: a fronte di un bacino di utenza
di poco più di 2 milioni di abitanti, non esiste ancora una realtà cardiochirurgica
in grado di rispondere alle esigenze regionali. A distanza di 13 anni dal primo in-
tervento al cuore eseguito in Calabria, la Cardiochirurgia Universitaria di Catan-
zaro muove ancora i suoi “primi passi” e non riesce per ragioni diverse a lavora-
re a pieno regime. Da circa 2 anni, inoltre, è nata una nuova esperienza, privata,
che pur avendo stimolato una sana competizione tra pubblico e privato, non rag-
giunge ancora il target auspicato dalla SICCH (Società Italiana di Chirurgia Car-
diaca) di 700 CEC/anno, considerato standard operativo ottimale per un livello
qualitativo sufficiente, risponde infatti a meno del 20% delle richieste regionali.
Ma qual è oggi il reale fabbisogno di Cardiochirurgia in Calabria?
La SICCH stima che il fabbisogno annuale per milione di abitanti sia di 750-800
CEC, il fabbisogno teorico in Calabria sarebbe quindi di circa 1500 interventi/an-
no. Dai dati relativi alla prevalenza delle cardiopatie nella nostra Regione, estra-
polati dalle SDO del 1999 (i dati relativi al 2000 non sono ancora completi), ri-
sultano, infatti, circa 1400 pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico, di
cui oltre 1200 fuori Regione.
Emerge quindi un’esigenza forte, anche economica, di trovare finalmente una ri-
sposta in loco, soprattutto se consideriamo i risvolti derivanti dal DL 18 febbraio
2000 sul federalismo fiscale.
Il momento storico sembra essere particolarmente favorevole; in questi ultimi an-
ni, infatti, abbiamo rilevato in Regione una maggiore sensibilità a queste proble-
LUGLIO/SETTEMBRE 2001 - N. 122/123 24

