Page 24 - CnO_122_123
P. 24

Calabria

                               D    A    L    L    E        R    E    G    I   O    N    I



                        LA CARDIOCHIRURGIA: UN NODO DA SCIOGLIERE

                                                    di Antonio Di Virgilio


                           Parlare oggi di Cardiochirurgia in Calabria non solo è attuale, ma assolutamen-
                           te doveroso.
                           La questione cardiochirurgia compare costantemente in tutti i dibattiti sanitari e
                           politici; sia i Cardiologi che la comunità medica tutta della nostra Regione mo-
                           strano particolare interesse verso questa branca chirurgica, intesa come estensio-
                           ne dei servizi offerti da una Cardiologia moderna.
                           I recenti progressi tecnologici, scientifici ed organizzativi in campo cardiologico
                           hanno purtroppo solo in parte riguardato la nostra Regione e ciò a causa della cro-
                           nica mancanza di una Cardiochirurgia e di conseguenza di una Cardiologia inter-
                           ventistica. Pensiamo ad esempio al trattamento dell’angina instabile e dell’infarto
                           miocardico acuto, le evidenze scientifiche a favore di un maggior interventismo
                           sono sempre più numerose; oppure agli stadi terminali dello scompenso cardiaco,
                           sia esso acuto che cronico, dove l’assistenza ventilatoria e l’assistenza ventricolare
                           ci consentono di sottrarre alcuni di questi pazienti ad un esito infausto; ebbene
                           sono strategie terapeutiche queste non ancora attuali nella nostra Regione.
                           La Calabria è tra le regioni italiane quella a più alta emigrazione sanitaria. I car-
                           diopatici non si sottraggono purtroppo a questa consuetudine. È anche vero però
                           che la situazione calabrese è forse unica in Italia: a fronte di un bacino di utenza
                           di poco più di 2 milioni di abitanti, non esiste ancora una realtà cardiochirurgica
                           in grado di rispondere alle esigenze regionali. A distanza di 13 anni dal primo in-
                           tervento al cuore eseguito in Calabria, la Cardiochirurgia Universitaria di Catan-
                           zaro muove ancora i suoi “primi passi” e non riesce per ragioni diverse a lavora-
                           re a pieno regime. Da circa 2 anni, inoltre, è nata una nuova esperienza, privata,
                           che pur avendo stimolato una sana competizione tra pubblico e privato, non rag-
                           giunge ancora il target auspicato dalla SICCH (Società Italiana di Chirurgia Car-
                           diaca) di 700 CEC/anno, considerato standard operativo ottimale per un livello
                           qualitativo sufficiente, risponde infatti a meno del 20% delle richieste regionali.
                           Ma qual è oggi il reale fabbisogno di Cardiochirurgia in Calabria?
                           La SICCH stima che il fabbisogno annuale per milione di abitanti sia di 750-800
                           CEC, il fabbisogno teorico in Calabria sarebbe quindi di circa 1500 interventi/an-
                           no. Dai dati relativi alla prevalenza delle cardiopatie nella nostra Regione, estra-
                           polati dalle SDO del 1999 (i dati relativi al 2000 non sono ancora completi), ri-
                           sultano, infatti, circa 1400 pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico, di
                           cui oltre 1200 fuori Regione.
                           Emerge quindi un’esigenza forte, anche economica, di trovare finalmente una ri-
                           sposta in loco, soprattutto se consideriamo i risvolti derivanti dal DL 18 febbraio
                           2000 sul federalismo fiscale.
                           Il momento storico sembra essere particolarmente favorevole; in questi ultimi an-
                           ni, infatti, abbiamo rilevato in Regione una maggiore sensibilità a queste proble-




            LUGLIO/SETTEMBRE 2001 - N. 122/123  24
   19   20   21   22   23   24   25   26   27   28   29