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                                                     a cura della Redazione


                     “Avrò sempre tempo”… Il tempo della compassione
                     Nessuno compassionava Ivan Il’iˇc come a lui sarebbe piaciuto essere compas-
                     sionato; e ciò particolarmente gli dava pena. A Ivan Il’iˇc in certi momenti, dopo
                     lunghe sofferenze, sarebbe oltremodo piaciuto […] che qualcuno lo compas-
                     sionasse come un bimbo malato. Gli sarebbe piaciuto che l’avessero accarezza-
                     to, baciato, che avessero pianto per lui, come appunto si accarezzano e si con-
                     solano i piccini. Sapeva di essere un grave magistrato, d’avere la barba grigia, e
                     che perciò la cosa era impossibile, ma pure gli sarebbe piaciuto.
                                                                   ~

                                                             Gerasim – disse Ivan Il’iˇ c
                                                             con voce debole. […]
                                                             – Che comandate?
                                                             – È seccante far questo,
                                                             no? Mi devi scusare. Non
                                                             posso diversamente.
                                                                                        G.Klimt,L’albero della vita,1907
                                                             – Macchè. – E Gerasim
                                                             fece vedere i suoi giovani bianchi denti e gli occhi gli
                                                             brillarono.
                                                             – Perché non dovrei farlo? Voi siete malato.
                                                             E con mano accorta e vigorosa fece quello che dove-
                                                             va e uscì a passo leggero.
                                                                             ~
                                                             Ivan Il’iˇc stava tanto bene con lui, che lo trattenne.
                                                             – Guarda, accostami per piacere quella seggiola. No,
                           P.Picasso,Scienza e Carità,1897   quella là; mettimela sotto i piedi. Sto meglio quando
                                                             ho i piedi in alto.
                     Gerasim, portò la seggiola, la posò senza rumore, abbassandola pari pari, e vi mise sopra i piedi di Ivan
                     Il’iˇc; a questi parve di star meglio, nel punto che Gerasim gli sollevava le gambe.
                     – Sto meglio quando ho i piedi in alto, – ripeté. – Mettici anche quel cuscino. Gerasim obbedì. Di nuovo gli
                                             sollevò i piedi per mettere il cuscino. E di nuovo Il’iˇc si sentì meglio mentre
                                             Gerasim gli teneva i piedi sollevati. Quando glie li riappoggiò gli parve di
                                             star peggio.
                                             – Gerasim, – disse – hai da fare adesso?
                                             – Per nulla, – disse Gerasim, che aveva imparato dai domestici di città a
                                             parlare coi padroni.
                                             – Che cosa ti rimane da fare?
                                             – Che mi rimane? Niente, ho fatto tutto, solo spaccare la legna per doma-
                                             ni.
                                             – Allora tienimi un po’ i piedi in alto, puoi?
                                             – Eccome no,si può.– Gerasim gli sollevò i piedi e a Ivan Il’iˇc parve in que-
                                             sta posizione di non sentire affatto il dolore.
                                             – E la legna?
                                             – Non abbiate paura. Avrò sempre tempo.
                     P.Picasso,Donna che piange,1937                 TRATTO DA L.TOLSTOJ “LA MORTE DI IVAN IL’I ˇ C”




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