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crificio di ognuno, nel giusto alveo di una collaborazione costruttiva.
Nell’anno e mezzo di lavoro trascorso da quella data un buon numero di inizia-
tive è stato messo in cantiere, alcune sono già terminate con buoni risultati.
PROGETTI IN CORSO O GIÀ TERMINATI
1) Progetto Educazionale ANMCO-SIC-AIAC-Assobiomedica su Morte Cardiaca
Improvvisa e Scompenso Cardiaco: iniziativa che si prefigge di divulgare la co-
noscenza dei due problemi clinici appena citati attraverso innovativi mezzi
informativi (Corsi Regionali o Macroregionali in cui vengono discussi proble-
mi epidemiologici, fisiopatologici, clinici e terapeutici dello Scompenso Car-
diaco e della Morte Cardiaca Improvvisa prendendo spunto dai contenuti di
Linee Guida o Consensus Conference Nazionali o Internazionali), e di finan-
ziamento (non più ditte singole come sponsor, ma l’Associazione Nazionale di
Costruttori di apparecchi biomedicali) (fase di attuazione: in corso);
2) Studio multicentrico EGSYS (verifica delle capacità di implementazione sul
territorio nazionale delle Linee Guida per la diagnosi e il trattamento della
Sincope prodotte dalla Società Europea di Cardiologia) nel cui Steering Com-
mittee siedono rappresentanti dell’Area Aritmie ANMCO, dell’AIAC e della
SIC (fase di attuazione: terminato);
3) Settore aritmologico del progetto G8 Cardio-ANMCO;
4) Corsi congiunti ANMCO-AIAC al Learning Center ANMCO;
5) Studio BIFAC 1 e BIFAC 2: studi multicentrici nazionali sulla terapia della Fi-
brillazione Atriale e del Flutter Atriale i cui Steering Committee sono costi-
tuiti da membri AIAC e ANMCO (fase di attuazione: presentazione del pro-
getto e inizio arruolamento Centri);
6) Simposi Congiunti ANMCO-AIAC al XXXIII Congresso Nazionale ANMCO
(Firenze 2002) e al IV Congresso Nazionale di Aritmologia AIAC (Bologna
2002).
QUALI I PROSSIMI PASSI?
Il corso degli eventi politici, culturali ed economici nazionali e internazionali ci
pone ogni giorno di più di fronte al grave problema della limitata rappresentati-
vità di piccole strutture o organizzazioni locali di fronte alla forza contrattuale o
di indirizzo di più grandi organizzazioni nazionali o sovranazionali. Questa realtà
non risparmia sicuramente la nostra comunità scientifica aritmologica anche se al-
l’interno di questa operano stimati e riconosciuti ricercatori di livello mondiale.
L’unione di questi in un unico gruppo potrebbe portare numerosi vantaggi. A li-
vello scientifico potrebbe consentire di migliorare ulteriormente il livello qualita-
tivo della ricerca, accrescere il peso culturale della nostra Cardiologia e formare
nuovi validi ricercatori. A livello politico-organizzativo, invece, consentirebbe di
essere presenti in seno alla Società Europea di Cardiologia con membri ufficial-
mente rappresentanti la nostra Federazione e, quindi, con maggior peso politico.
Non dimentichiamo che la Società Europea ci chiede di identificare queste figure.
Da queste poche considerazioni, estensibili anche ad altre realtà della Cardiolo-
gia Italiana, sembra emergere una linea di indirizzo da cui ben difficilmente ci si
potrà discostare negli anni futuri.
Nel caso particolare dell’aritmologia la soluzione più accreditata dovrebbe preve-
dere, come recentemente suggerito dal Presidente della FIC Prof. L. Tavazzi, lo
scioglimento di tutti i gruppi aritmologici italiani e il ricompattamento dei loro
membri in un unico Gruppo di Studio dotato di ampia autonomia organizzativa
ed economica. Il nuovo Gruppo di Studio farebbe riferimento alla FIC che è il so-
lo tramite riconosciuto tra la Cardiologia Italiana e tutte le altre Società Cardio-
logiche nazionali e transnazionali straniere, in primo luogo la Società Europea di
Cardiologia.
Le modalità operative con cui effettuare l’operazione, le regole da seguire e l’or-
ganizzazione della nuova struttura non sembrano ancora definite nel dettaglio.
Ovviamente questa proposta solleverà polemiche, creerà opposizione e produrrà
forti timori di perdita di autonomia in buona parte dei nostri Soci come in quel-
li SIC e AIAC. La bravura dei nostri dirigenti sarà tanto maggiore quanto mag-
giore sarà la loro capacità di far comprendere la necessità della scelta e quanto
maggiore sarà la capacità di salvaguardare le prerogative di ogni singola Associa-
zione. Il dibattito è aperto.
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