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Nel secondo gruppo di domande è stata valutata l’utilizzazione delle Linee Gui-
                           da per implementare l’appropriatezza delle prestazioni:
                           • Nel 89% l’uso delle Linee Guida è condiviso e tuttavia:
                             - Nel 41% dei casi le raccomandazioni delle Linee Guida sono sempre appli-
                              cate
                             - Nel 44% le raccomandazioni delle Linee Guida non sono sempre applicate
                             - Nel 6% le raccomandazioni delle Linee Guida non sono mai applicate.
                           Alla domanda sul “rapporto di collaborazione” con i Medici di Medicina gene-
                           rale e i Cardiologi Extraospedalieri per l’applicazione della Linee Guida:
                           • Il rapporto di collaborazione è continuo nel 34% e 24% rispettivamente
                           • Il rapporto di collaborazione è occasionale nel 62% e 54% rispettivamente
                           • Il rapporto di collaborazione è inesistente nel 17%.
                           Alla domanda “esistono motivi di insoddisfazione nella tua utenza e quali sono?”
                           le risposte sono:
                           • Sì il 65%
                           • No il 31%.
                           Le cause dell’insoddisfazione sono:
                           • lunghezza liste d’attesa nel 55%
                           • carenze ambientali 21%
                           • generico atteggiamento negativo verso il Servizio Sanitario pubblico 13%
                           Proposte per l’abbattimento delle liste d’attesa:
                           • Miglioramento qualitativo e/o quantitativo delle risorse umane 34%
                           • Maggiore collaborazione tra sanitari e tra aziende 34%
                           • Attività intramoenia nelle ore pomeridiane 27%.
                                            L’attività intramoenia è stata avviata in quasi tutti i Centri
                                            ospedalieri (89%), ma solo in parte è riuscita ad abbattere
              Valutazione dei motivi di     le liste d’attesa (55%).
              insoddisfazione degli utenti  Un dato interessante che emerge dal questionario è che per
              e degli operatori             il 65% degli intervistati esiste un rapporto inversamente pro-
                                            porzionale tra liste d’attesa ed esami realmente eseguiti. Il ri-
                                            medio suggerito è stato quello di esigere l’impegnativa o te-
                           lefonare per conferma al paziente la settimana precedente l’esame (51%).
                           L’attività cardiologica ambulatoriale ospedaliera dovrebbe essere rivolta a tutti i
                           pazienti e non prevalentemente a quelli dimessi dalle Strutture ospedaliere, se-
                           condo quanto ha risposto la maggior parte degli intervistati (79%) e, per il 75%
                           dei Cardiologi presenti, è opportuno attivare ambulatori dedicati (scompenso,
                           ipertensione, dislipidemie, aritmie).
                           La stragrande maggioranza dei Cardiologi presenti (89%) si è espressa chieden-
                           do la diversificazione dell’attività diagnostica e valutativa per complessità. E per
                           l’esecuzione di esami complessi, la maggior parte dei Cardiologi (82%) propo-
                           ne una preventiva valutazione del sanitario esecutore dell’esame.
                           Confortante è il dato inerente alla informatizzazione delle prestazioni: il 68% de-
                           gli intervistati risulta provvisto di database cardiologico, il 31% ne è sprovvisto.
                           In conclusione i risultati che sono stati analizzati per la provincia di Cosenza,
                           configurano una realtà cardiologica disomogenea ed in molti casi sono state evi-
                           denziate carenza di personale e strumentazione inadeguata alle esigenze dell’u-
                           tenza. Rimane alta la professionalità e l’impegno degli operatori che mantengo-
                           no i livelli standard di prestazioni, di organizzazione e di attività svolte, alle me-
                           die nazionali.




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