Page 75 - CnO_174
P. 75

K > 6< < > D > C ID G C D 6A 8 J DG :


























                Morte di Alarico I, seppellito nel
                        letto del fiume Busento




        6aVg^Xd! ^a WVgWVgd ^c\Zci^a^id


                                            <<Cupi a notte canti suonano        8]^ ƒ 6aVg^Xd4
        Giuseppe Trebisacce*
                                            da Cosenza su ’l Busento,
                                                                                Nato intorno al 370 d. C., Alarico
                                            cupo il fiume gli rimormora
                                                                                appartiene alla nobile stirpe dei Balti,
                                            dal suo gorgo sonnolento.
                                                                                di origine celtica, che nel corso dei
                                                                                secoli emigra dalla regione scandinava
                                            Su e giù pe ’l fiume passano
                                                                                raggiungendo le ubertose pianure
                                            e ripassano ombre lente:
                                                                                dell’Ucraina e stanziandosi, dopo es-
                                            Alarico i Goti piangono, il gran morto di
                                                                                sere stata dispersa dagli Unni nel 375,
                                            lor gente>>
                                                                                nei territori in prossimità del delta del
                                                                                Danubio. Severa nei costumi, rego-
                                            Chi della generazione dell’immediato
                                                                                lata da una ferrea legge morale e da
                                            secondo dopoguerra, educata al mito
                                                                                una rigida organizzazione gerarchica
                                            della “poesia patriottica e umana” di
                                                                                che hanno nel Re il custode supremo
                                            cui fu insuperabile campione Giosué
                                                                                e l’interprete unico e indiscusso, la
                                            Carducci, non ricorda questi versi
                                                                                tribù vive prevalentemente di caccia e
                                            del poeta tedesco August Von Platen,
                                                                                                               a
                                                                                                               a
                                                                                di pesca ma non disdegna la depreda-
                                            mandati a memoria negli anni della
                                                                                zione e il saccheggio, com’è nell’in-
                                            Scuola Media? Si tratta di versi facenti
                                                                                dole dei popoli nomadi. Ancora in
                                            parte di una ballata cupa e grave,
                                                                                giovanissima età, il futuro regnante
                                            evocativa di un episodio altrettanto
                                                                                viene avviato all’arte della guerra ed
                                            cupo e grave (la morte e la sepoltura
                                                                                ha modo, prendendo parte ad una
                                            del Re dei Goti), che esalta l’indole
                                                                                missione diplomatica, di conoscere
                                            indomita e orgogliosa di un popolo
                                                                                Costantinopoli e Roma. Soprattutto
                                            e che la traduzione italiana del poeta
                                                                                a Roma, dove dimora per due anni,
                                            della Versilia rende assai efficacemen-
                                                                                apprende la lingua latina, i modi
                                            te, suscitando nell’animo del giovane
                                                                                dell’arte imperiale e subisce il fascino
                                            lettore una lunga e misteriosa eco di
                                                                                della bellezza e della cultura della
                                            tempi e mondi lontani.
                                                                                città dei Cesari. Più tardi, approfittan-
                                                                                do degli ozi forzati del suo esilio in
        *Docente di Storia della Pedagogia presso l’Università della Calabria                           +*
   70   71   72   73   74   75   76   77   78   79   80