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frequente mal di testa, difficoltà sessuali, impazienza eccessiva, impulsività, irritabi-
lità, aggressività, abuso di psicofarmaci e di alcool, conflitti in famiglia e con il part-
ner.
L’organizzazione del lavoro disfunzionale o patologica rappresenta oggi una delle
maggiori criticità, soprattutto in alcuni settori come i servizi di pronto soccorso. Gli
aumenti di carico di lavoro ed il maggior stress per il rapporto con gli utenti (certo
non facilitato dal terrorismo in corso, ad opera dei media, sulla malasanità) posso-
no favorire sicuramente l’insorgenza del Burn-Out.
Negli ultimi decenni l’utente tipo è cambiato, la popolazione è mediamente più
anziana e maggiormente bisognosa di assistenza. L’approccio a questa tipologia di
pazienti è quindi più impegnativo rispetto al passato. L’anziano ha bisogno di mag-
gior conforto psicologico ed umano, spesso non è autonomo, quindi va assistito in
tutte le sue funzioni elementari, in più, essendo spesso portatore di più patologie,
richiede maggior tempo ed impegno nell’approccio diagnostico-terapeutico.
Il rapporto relazionale tra utente ed operatori della sanità inoltre è sensibilmente Daniele Lombardo,Direttore del Dipartimento di Cardiologia
peggiorato. Questi dati sono stati confermati anche da una indagine condotta dell’A.O.Cannizzaro di Catania,è un abile pescatore
presso i servizi di pronto soccorso dell’Emilia Romagna. Come sopra detto, i cosid-
detti episodi di malasanità, pubblicizzati dai mass-media, spesso inducono preconcetti errati, per cui l’utente si relaziona
all’operatore in maniera, a volte, anche aggressiva, anche perché spesso l’operatore non ha una formazione adeguata per
gestire queste situazioni alquanto complesse di “comunicazione”.
Gli esperti individuano due nodi principali nelle professioni dell’aiuto, il cui superamento avrebbe la funzione di prevenire e
curare il Burn-Out oltre che dare qualità ai servizi. Il primo è quello di un adeguato reclutamento, della formazione, della sele-
zione degli operatori. Il secondo riguarda la organizzazione del lavoro nei sistemi di aiuto (ospedali, strutture sanitarie, ecc.).
Ma cosa si fa nelle strutture sanitarie italiane per affrontare in modo adeguato queste problematiche? Alcune aziende
Sanitarie hanno inserito all’interno della loro formazione aziendale, corsi su “Stress e prevenzione del Burn-Out nelle profes-
sioni di aiuto”, o seminari su “Lo stress organizzativo, il Burn-Out nelle professioni sanitarie”. Inoltre molto interessanti sono i
risultati pubblicati di recente, in seguito all’indagine:“Stress e sindrome del Burn-Out tra gli operatori della sanità” realizzato
in alcune Aziende Sanitarie del Piemonte, su un campione di 2.704 operatori sanitari tra medici, infermieri e tecnici, dal cen-
tro di formazione “Albert Schwaitzer”, in collaborazione con le Facoltà ed i Dipartimenti di Psicologia dell’Università di Torino
e Roma. Gli indicatori di Burn-Out, in questo studio erano energia, coinvolgimento, efficacia.
L’analisi dei risultati ha portato all’elaborazione di un documento finalizzato alla costituzione di linee guida per la conoscen-
za, la prevenzione e la riabilitazione della sindrome di Burn-Out. La successiva fase applicativa prevede una sperimentazio-
ne delle stesse linee guida all’interno di alcune strutture sanitarie, con l’obiettivo di estenderle successivamente a tutte le strut-
ture della Regione Piemonte affinché costituiscano uno strumento utile per la prevenzione, il miglioramento e la cura di que-
sta sindrome. È in programma la formazione di addetti alla gestione del Burn-Out e la costituzione presso ogni azienda sani-
taria di strutture permanenti per il monitoraggio del fenomeno.Anche se la prevenzione o il superamento di tale problema-
tica non può prescindere da un reale cambiamento delle condizioni in cui lavora l’operatore, in attesa che le aziende ospe-
daliere progettino e mettano in atto tutte le misure per “spegnere” il Burn-Out dei loro dipendenti, è utile agire anche a livel-
lo individuale.
Gli esperti affermano che è importante controllare lo stress, una delle prin-
cipali concause della patologia, promuovendo uno stile ed una “filosofia” di
vita che tenda al benessere psico-fisico. In Svizzera questo suggerimento
viene messo in pratica ed i medici dell’Ospedale Cantonale di Basilea par-
tecipano regolarmente ai programmi di formazione “Human Factor” orga-
nizzati dalla compagnia aerea svizzera.
BIBLIOGRAFIA:
La Manna F., Il burn-out in sanità; Sindrome da stress o malattia professionale?
SRM Psicologia Rivista. Settembre 2003.
Contessa G., La sindrome del burn-out.
Il vaso di Pandora dialoghi in psichiatria e scienze umane, Suppl.Vol III n. 3.
Vgl. OV Stress Management hier Konnen Chirurgen von Piloten Viel lernen Giovanni Cianchi,rianimatore presso l’A.O.Careggi di Firenze,
Arzte Zeutung March 2000. in un’azione di rugby subacqueo
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