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Per quanto riguarda l’uso degli inotropi nello Scompen-
so Acuto è stata ribadita la necessità di utilizzarli per bre-
vi periodi, e se possibile solo dove sia praticabile un suc-
cessivo trattamento definitivo.
Il levosimendan viene sempre più utilizzato da alcuni
centri,anche se la presentazione dello studio SURVIVE,in
cui veniva confrontata la mortalità a 180 giorni nei pa-
zienti trattati con levosimendan e con dobutamina, non
supporta un ampio utilizzo, in quanto non sono state
evidenziate differenze di mortalità nei due gruppi (figura
2),a differenza dello studio LIDO precedentemente pub-
blicato.
Dall’incontro con le esperienze europee ho avuto l’im-
Figura 2 pressione che si parli sempre meno di Unità Coronarica
e sempre di più di Unità di Terapia Intensiva Cardiologi-
teso o peggio ipoteso. Un altro parametro importante ca,mirata alla cura di pazienti complessi,in cui è richiesta
nel predire la prognosi, di rapida applicazione, è il livello una continua attenzione alle altre patologie ed alle com-
di ipossia. plicanze extracardiache.
Nella terapia dello Scompenso Acuto assume un ruolo Per confrontarci ancora sulla cura del paziente acuto sia-
sempre più importante l’assistenza ventilatoria non in- mo tutti invitati a partecipare ed a inviare contributi al
vasiva: una recente metanalisi (Masip, JAMA 2005) ha di- prossimo appuntamento con il Working Group on Acu-
mostrato una riduzione della mortalità nei pazienti trat- te cardiac care,a Versailles,dall’11 al 14 ottobre 2008.
tati con CPAP, oltre che una riduzione della necessità di
intubazione orotracheale. La CPAP si delinea quindi al
momento attuale come l’unica terapia dello scom-
penso acuto che abbia dimostrato una riduzione
della mortalità.Ne deriva la necessità di possedere a li-
vello delle Unità di Terapia Intensiva Cardiologica l’at-
trezzatura,la competenza e la dimestichezza con questa
tecnica così efficace per poterla applicare in modo
estensivo.
L’uso dei peptici natriuretici viene sempre più consiglia-
to, sia per lo screening diagnostico, sia a fini prognostici.
A tale scopo sono necessarie rilevazioni multiple duran-
te il decorso (per esempio all’ingresso,a 24 ore dall’even-
to acuto e alla dimissione). La rilevazione del BNP alla di-
missione è risultato un parametro utile nel predire la rio-
spedalizzazione a breve.
Poiché l’ischemia frequentemente riveste un ruolo fisio-
patologico nello Scompenso Acuto si è ribadita la ne-
cessità di indagare mediante coronarografia soprattutto
i pazienti con funzione sistolica conservata, e con test di
vitalità quelli con funzione ridotta e malattia coronarica,
al fine di indirizzare correttamente le procedure di riva-
scolarizzazione.
Sempre per quanto riguarda il trattamento dello Scom-
penso Acuto si è ribadita l’importanza dell’utilizzo dei va-
sodilatatori (e la nitroglicerina continua per ora ad esse-
re il farmaco più utilizzato e consigliato).
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