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86G6II:G>HI>8=: 9:AA: 9DCC: >CI:GK>HI6I: C2((%
(- analizzate.
Le caratteristiche demografiche e la
8aVhhZ Zi| CjbZgd
')")) Vcc^ &)+ ))!' suddivisione in quartili di età del cam-
)*"*) Vcc^ &%' (%!. pione sono riportate nella Tabella I.
**"+* Vcc^ )) &(!(
Ñ +* Vcc^ (- &&!*
GZh^YZcoV Come si può osservare, sono molto
8^ii| XVedajd\d &%- (.!&
8^ii| cdc XVedajd\d &%) (+!* rappresentati i primi due quartili di
EVZhZ +) ')!) età (dai 25 ai 44 anni). Abbastanza
6aigd *) &+!)
>higjo^dcZ rilevante è la presenza di fattori di ri-
9^eadbViV &%- ('!, schio: il 7.3% del campione ha prece-
AVjgZViV *% &*!'
HZcoV g^hedhiV &*+ ),!( denti di malattia coronarica, il 17.6%
HijYZciZhhV &+ )!- è affetto da ipertensione arteriosa e
HiVid X^k^aZ
8dc^j\ViV ')' ,(!( ben il 28.5% (94/330) delle donne
HZcoV g^hedhiV + &!- è affetto da obesità. Ma, dato ancora
HZeVgViV - '!)
H^c\aZ *% &*!' più allarmante, è la percentuale delle
KZYdkV ') ,!(
AVkdgd fumatrici: 35.2%.
8VhVa^c\V -+ '+!& Nella maggior parte delle intervistate
AVkdgd Vjidcdbd )% &'!&
AVkdgd Y^eZcYZciZ &() )%!+ la consapevolezza delle cause di mor-
HZcoV g^hedhiV ,% '&!' te cardiovascolare è scarsa (Grafico
Hidg^V Y^ XVgY^dkVhXjadeVi^Z Z
1): le patologie neoplastiche vengono
[Viidg^ Y^ g^hX]^d
8VgY^deVi^V ^hX]Zb^XV ') ,!( indicate come responsabili dei decessi
>Xijh$I^V ' %!+
9^VWZiZ '' +!, femminili, indipendentemente dalla
>eZgiZch^dcZ *- &,!+ fascia d’età (61%, 42%, 15% e 12%
DWZh^i| .) '-!*
>eZgXdaZhiZgdaZb^V )' &'!, rispettivamente nei quartili d’età).
;jbd &&+ (*!'
A prescindere dalla presenza dei
Tabella I
fattori di rischio, appare sconfortante
constatare che solo un numero esiguo
di donne segue programmi di preven-
86JH: E:G A: FJ6A> CDC 8DC9J8: JCD HI>A: 9> K>I6 E>ç H6CD
zione (50 soggetti/330 totali).
Interessante è l’analisi delle barriere e
EZchd eZg eg^bV V Ò\a^! bVg^id! \Zc^idg^ &+% )-!*
degli ostacoli che impediscono la rea-
=d edXd iZbed &(% (.!)
lizzazione di stili di vita più adeguati
Cdc kd\a^d bdY^ÒXVgZ ^a b^d bdYd Y^ k^kZgZ *+ &,!% (Tabella II). Quasi la metà delle don-
ne intervistate asserisce di pensare
Cdc XgZYd Y^ ZhhZgZ jc hd\\Ziid V g^hX]^d )) &(!(
per prima cosa ai figli e di avere poco
>a b^d bZY^Xd cdc b^ he^Z\V WZcZ XdbZ [VgZ (% .!&
tempo da dedicare a se stesse (48.5%
Hdcd igdeed higZhhViV -' ')!- e 39.4 % rispettivamente).
Hdcd YZegZhhV eZg bdai^ Vaig^ egdWaZb^ +- '%!+
Cdc eZchd X]Z ad hi^aZ Y^ k^iV cdc h^V ^bedgiVciZ cZa \ZcZgVgZ Degna d’attenzione è l’osservazione
') ,!(
bVaVii^Z che la maggior parte delle donne
> b^Z^ [Vb^a^Vg^ cdc b^ Y^Xdcd X]Z hid WZcZ Xdh^ &% (!% (53.7%) non ha risposto alle doman-
de inerenti la percezione del benesse-
Tabella II re del sé (Grafico 2).

