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I N M EMORIA D I ...
farmaci, l’occhio sempre rivolto incontrarmi… Invece, mi accolse con cuore perché lui studiava ed ascoltava
più alla clinica che alle linee guida, uno dei suoi impareggiabili sorrisi, il ritmo del cuore. Credo fossero delle
i collegamenti con ampi orizzonti e con quella cadenza che lo ha reso registrazioni. Studiava al ritmo di quei
culturali, il cardiologo come indistinguibile mi chiese… “caro cuori.
investigatore in quel memorabile Mirco, dimmi, com’è la qualità della tua
editoriale sul giornale italiano vita?” Marinella Ferlito, moglie e compagna
di cardiologia. Lui era per me la di Claudio da una vita. Ecco una
traslazione vivente del più grande Paola Rapezzi, la sorella. Era il mio sintesi di ciò che ho da lei percepito.
precetto di Confucio, che il Prof fratellino maggiore, affettuoso, Star dietro a Claudio è stato il suo
amava ripetere: “Dai un pesce a mi voleva bene ma era un po’ impegno principale: gli faceva le
un uomo e lo nutrirai per un giorno. comandino: portami una mela - lavala guardie, le cotolette, lo ascoltava,
Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta - ma non asciugarla. Se la asciugavo si condividevano la stessa visione del
la vita”. Lui ci ha nutrito. Ci ha reso arrabbiava e, sempre bonariamente, mondo nel suo insieme. È stata la
ciò che oggi siamo. mi metteva un cuscino in faccia! La sua confidente e complice. Non era
nonna Enrica era una sfoglina. Aveva certo un personaggio facile. A volte
Mirco Zadro, ex specializzando: il laboratorio sotto casa dove faceva voleva essere gratificato. Lei lo sapeva.
Lo incontrai dopo anni dalla tagliatelle, tortellini e tortelloni e Aveva delle spie ma la spia principale
specializzazione ad un congresso per “Claudino” panini imbottiti con era Lui. Lo perdonava perché era un
dove sapeva essere sempre un il ripieno dei tortellini. Ricordo che uomo ricco, che trasmetteva la sua
impareggiabile relatore. Mi avvicinai studiava cardiologia sempre a letto. ricchezza. L’unica sua consolazione
per salutarlo con un po’ di titubanza Io, in famiglia, ero l’unica che poteva ora è di andarlo a trovare e di far
pensando che potesse non ricordarsi entrare in camera sua e ho ancora crescere un gelsomino profumato
di me o che non desiderasse di impresso nella mente il ritmo del sulla sua tomba.
Di Claudio si è scritto e detto molto. Cosa potrei dire di più io? Che abbiamo
pubblicato lavori che, con alcuni, ci siamo anche divertiti come quello sui
camici bianchi e camici gialli quello sul cibo e le interviste impossibili .
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Parlavamo molto quando lo portavo a Ferrara in macchina, lui seduto dietro,
come un pascià ed io alla guida (diceva che ero il suo autista preferito!). Abbiamo
condiviso la tristezza per un “semaforo rosso” che non doveva esserci e che mette
in luce quanto sia inappropriato per non dire ingiusto il sistema dei concorsi
universitari. Poi la delusione, quando, a semaforo verde nulla è successo nella
sua università. Sono contento di aver contribuito al suo trasferimento a Ferrara
dove ha trovato riconoscimento e gratificazione per quanto ha fatto. A noi ha
dato molto: un nuovo input per le cardiomiopatie, la genetica, la didattica,
l’elettrocardiografia. La cardiologia di Ferrara, ben conscia del suo valore, gli
ha dato serenità e nuovo entusiasmo.
Ho perso un grande amico, ci sentivamo tutti i giorni. “Pronto Claudio? Sono
Roberto. Disturbo?”♥
References
1) C. Rapezzi,R. Ferrari, A. Branzi. White coats and fingerprints: diagnostic reasoning in
medicine and investigative methods of fictional detectives. BMJ 2005 Dec;331:1491-4.
2) Ferrari R, Rapezzi C. The Mediterranean diet: a cultural journey. The Lancet May 2011;
21;377(9779):1730-1
3) Rapezzi C, Sinagra G, Merlo M, Ferrari R. The impossible interviews-Sherlock Holmes
interviews David Sackett: “How much can we trust the guidelines? ‘Eur Heart J. 2021
42(35), 3422–3424
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