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DAL CONSIGLIO DIRETTIVO                                                       di G.L. Nicolosi, P.A. Ravazzi



          LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE IN CARDIOLOGIA: UN NUOVO MODELLO

          ORGANIZZATIVO IN RETE FUNZIONALE PER BACINO DI UTENZA

          Eremo di Lecceto, 19-20 aprile 2002

          Discussants
            Dott.ssa Albanese Maria Cecilia  Dott. Brocchi Giuliano            Dott. D’Agostino Carlo
            Dott. Mafrici Antonio            Dott. Pede Sergio                 Prof. Tavazzi Luigi
            Dott. Ammirati Fabrizio          Dott. Cacciatore Giuseppe         Dott.ssa De Vincenzo Carolina
            Dott. Maggioni Aldo              Dott. Pinelli Giuseppe            Dott. Tubaro Marco
            Prof.ssa Arbustini Eloisa        Dott. Chiarandà Giacomo           Dott. Disertori Marcello
            Dott. Martines Carlo             Dott. Pirelli Salvatore           Dott. Uguccioni Massimo
            Dott. Bettini Roberto            Dott. Chiarella Francesco         Dott. D’Orazio Giuseppe
            Dott. Mazzotta Gianfranco        Dott. Porcu Maurizio              Dott. Vergassola Rossano
            Dott. Bobbio Marco               Dott. Chieffo Carmelo             Dott. Galvani Marcello
            Dott. Mazzuoli Francesco         Dott. Rosato Giuseppe             Dott. Vincenti Antonio
            Dott. Boccanelli Alessandro      Dott. Cirrincione Vincenzo        Dott. Giovannini Ezio
            Dott. Miceli Domenico            Prof. Santini Massimo             Dott. Zoni Berisso Massimo
            Dott. Bonomo Paolo               Dott. Colonna Pier Luigi          Dott. Greco Cesare
            Dott. Mobilij Antonio            Dott. Scherillo Marino            Dott. Zonzin Pietro
            Dott. Bovenzi Francesco          Dott. Commodo Enzo                Dott. Guiducci Umberto
            Dott. Monea Pasquale             Dott. Schweiger Carlo             Dott. Zuppiroli Alfredo


                                            Negli anni lo sviluppo della Cardiologia in Italia è stato continuo, rapido e
                                            per molti aspetti incontrollato, per adeguarsi all’evoluzione tecnologica da un
                                            lato e dall’altro per rispondere a esigenze di servizio e a disposizioni normative
                                            talora variabili e contraddittorie. Vi è stata poi la tendenza a privilegiare in ma-
                                            niera quasi esclusiva le forme acute di malattia, con un particolare e compren-
                                            sibile riguardo alle forme di ischemia miocardica, trascurando la organizzazio-
                                            ne della gestione delle fasi croniche delle cardiopatie, che sono proprio quelle
                                            che oggi ci propongono il più oneroso problema di tipo assistenziale, prevalen-
                                            temente sul versante dei tempi di ricovero. In questa ottica è stato spesso tra-
                                            scurato il rapporto sia con le altre cardiologie, che, ancor di più, con le altre fi-
                                            gure mediche, sia interne che esterne all’ospedale.
                                            Di conseguenza l’assetto organizzativo delle strutture cardiologiche si è venuto
                                            via via modificando, anche attraverso elementi di spontaneità adattativa, e oggi
                                            risulta cambiato rispetto al progetto organico originale, non più adeguato ai bi-
                                            sogni sanitari cardiologici della comunità.
                                            Un coacervo di situazioni hanno sicuramente influito:
                                            - La nascita di Dipartimenti generali per funzioni, nei quali trovano facile col-
                                              locazione parti della Cardiologia;
                                            - L’accresciuta complessità delle situazioni patologiche da affrontare, che quasi
                                              sempre richiedono competenze plurispecialistiche, con potenziale diluizione
                                              del problema cardiologico nel contesto di altre comorbidità;
                                            - Il rapido sviluppo delle tecnologie cardiologiche applicate, in ambito emodi-
                                              namico ed elettrofisiologico ad esempio, con conseguente necessità di perso-
                                              nale totalmente dedicato;
                                            - La competizione con la sanità privata;
                                            - La gestione da parte di più specialisti di patologie ad alta diffusione (come l’i-
                                              pertensione arteriosa e lo scompenso cardiaco);
                                            - La crescente difficoltà economica della Sanità pubblica, con tendenza al ri-
                                              sparmio e all’accorpamento di servizi e funzioni o all’annullamento di attività
                                              specialistiche, specie nelle strutture più periferiche.


              NOVEMBRE/DICEMBRE 2002 - N. 130  10
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