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D ALLE AREE - EPIDEMIOLOGIA CLINIC A
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T Tabella 1 - Soggetti a rischio cardiovascolare molto elevato
S
-
Soggetti a rischio molto elevato
Malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD) accertata clinicamente o documentata in maniera
inequivocabile ai test di imaging. Per ASCVD clinicamente accertata si intende pregresso IMA, SCA,
rivascolarizzazione coronarica o altro intervento di rivascolarizzazione arteriosa, ictus e TIA, aneurisma
aortico e arteriopatia periferica (PAD).
Per ASCVD accertata in maniera inequivocabile ai test di imaging si intende il riscontro di placche alla
coronarografia o all’ultrasonografia carotidea o alla TAC coronarica, mentre NON comprende un
qualsiasi aumento delle variabili continue all’imaging, quali lo spessore medio-intimale dell’arteria
carotide
IRC severa (eGFR <30 ml/min/1.73 m2 o eGFR 30-44 ml/min/1.73 m2 and ACR >30 mg/g)
Pazienti con DM e ASCVD accertata e/o TOD severo:
• eGFR <45 ml/min/1.73 m2 indipendentemente
dall’albuminuria
• eGFR 45-59 ml/min/1.73 m2 e microalbuminuria
(ACR 30-300 mg/g)
• Proteinuria (ACR >300 mg/g)
• Presenza di malattia microvascolare in almeno
3 differenti territori (es. microalbuminuria associata
a retinopatia e neuropatia)
Soggetti senza ASCVD accertata, diabete mellito, IRC, ipercolesterolemia familiare con
Punteggio di rischio SCORE> 10% (50-69 anni)
o >15% (>70 anni)
In Italia (paese a rischio intermedio)
European Heart Journal (2021) 00, 1111
incompleta, complessa o complicata strategie terapeutiche di prevenzione è lungi dall’essere mantenuta nel
(5)
o non sottoposta affatto a mirate ed intensive nel periodo tempo. La principale survey
rivascolarizzazione. Tutte queste immediatamente successivo alla Europea (EuroAspire) sull’efficacia
(3)
caratteristiche fanno sì che le SCA ma apre la prospettiva per dell’intervento di prevenzione
strategie assistenziali in prevenzione la necessità di programmi di secondaria condotto in soggetti con
secondaria delle MCV vadano prevenzione secondaria a lungo cardiopatia coronarica cronica
(6)
orientate di conseguenza. Il “rischio termine in sottogruppi di pazienti ha ampiamente evidenziato che
trombotico” o ischemico residuo ad alto rischio. Nonostante il controllo dei fattori di rischio
così definito ha mostrato un effetto le evidenze, i programmi di non è ottimale. Molti pazienti,
sulla mortalità a lungo termine. prevenzione secondaria sono tutti a rischio di recidive di eventi
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Quest’osservazione conferma non carenti. L’aderenza alle terapie cardiovascolari molto elevato non
solo l’importanza di implementare farmacologiche dopo evento acuto raggiungono i “target” stabiliti dalla
www.anmco.it/pages/l-associazione/aree-anmco/area-epidemiologia-clinica 39

