Page 25 - CnO_140_141
P. 25
CARDIOLOGIA N. 141bb 3-09-2004 15:11 Pagina 23
di Leonardo De Luca, Rachele Adorisio e Giovanni De Persio
IL CONGRESSO IN PILLOLE
Sabato
22 maggio
MINIMASTER
PRINCIPI DI METODOLOGIA E BIOSTATISTICA PER IL CARDIOLOGO
Moderatori: A.P. Maggioni, P. Verdecchia
Relatori: R. Latini, M. Bobbio, G. Reboldi, G. Bader, A.P. Maggioni, G.P. Reboldi
La statistica è un insieme di metodi che ci aiutano a capire dall’esperienza. Esi-
ste una statistica descrittiva che permette di esprimere le caratteristiche di un
campione ed una statistica inferenziale che consente di raggiungere conclusio-
ni, di affidabilità nota, su un’intera popolazione a partire dall’analisi di un cam-
pione, generalmente di dimensioni limitate.
L’inferenza è un processo per mezzo del quale dai risultati osservati in un cam-
pione si possono trarre conclusioni riguardanti la popolazione generale. Mino-
re è la dimensione di un campione, maggiore sarà la variabilità della misura e
più forte sarà la possibilità di errore connessa all’inferenza.
Si chiamano variabili discrete quelle rappresentabili in classi e variabili continue
quelle che possono essere rappresentate su scala numerica continua.
Le caratteristiche dei campioni possono essere sintetizzate mediante indicatori
di dimensione e di variabilità. Gli indicatori di dimensione più frequentemente
utilizzati sono la media, valore sensibile ai valori estremi di un campione, la mo-
da, che esprime il valore più frequente, e la mediana che invece non risente dei
valori estremi di un campione.
Argomento centrale della statistica è lo studio della variabilità (dispersione del-
le osservazioni attorno al valore medio) che ci indica quanto bene le singole os-
servazioni di un campione sono rappresentate dalla sua media. Il più comune
indicatore di variabilità è la deviazione standard (DS) che non è altro che la ra-
dice quadrata della varianza. A sua volta, la varianza è data dalla devianza (som-
ma dei quadrati degli scarti dalla media) diviso i gradi di libertà (numero delle
osservazioni meno una).
Nel testare l’ipotesi che due o più gruppi siano tra loro significativamente di-
versi, il valore di “p” indica la probabilità di sbagliare affermando che esiste una
differenza tra essi (ossia la probabilità di commettere errore rifiutando l’ipotesi
che tra i suddetti gruppi non ci sia una differenza significativa). Dire che il va-
lore di p è < 0,05 significa dire che la differenza osservata probabilmente non è
dovuta al caso, ma che dicendo ciò si può sbagliare in meno di 5 casi su 100.
Il concetto di associazione si riferisce a qualsiasi tipo di relazione tra 2 o più va-
riabili: si definisce correlazione una relazione di tipo lineare tra 2 variabili, os-
servabile dal disporsi dei punti, in un grafico a dispersione, all’interno di un el-
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 23

