Page 75 - CnO_134_135
P. 75
Basilicata
D A L L E R E G I O N I
LO SCOMPENSO CARDIACO, NON SOLO ASSISTENZA SANITARIA
di Francesco Paolo Calciano
Il convegno sullo scompenso svoltosi l’11 e 12 aprile a Matera, 1° Convegno Re-
gionale “Scompenso e Territorio”, con la partecipazione di illustri esperti italiani
ed internazionali, mi spinge a scriverle per una riflessione ai margini dell’argo-
mento congressuale, dove ho avuto fra l’altro l’opportunità di relazionare sui com-
piti del medico di medicina generale (MMG) nell’organizzazione della gestione do-
miciliare dello scompenso cardiaco.
Sono state presentate, durante il convegno, le Linee Guida Regionali per la Ge-
stione dello Scompenso Cardiaco, frutto di un confronto tra i Cardiologi Ospeda-
lieri, coordinati dal Responsabile dell’UTIC e della Divisione di Cardiologia del-
l’Ospedale di Matera, Dott. T. Scandiffio e molti medici di medicina generale.
Non mi soffermerò sugli aspetti squisitamente sanitari del problema: lo scompen-
so cardiaco che rischia di divenire la pandemia del III millennio, grazie anche ai
notevoli miglioramenti acquisiti oggi nella cura della cardiopatia ischemica ed
ipertensiva. Le strategie terapeutiche oggi disponibili sono notevoli ed efficaci, co-
me hanno ricordato gli esperti. È stata sottolineata l’importanza della terapia con
B-bloccanti ed ace-inibitori, da iniziare, da parte del MMG, prima che inizi la con-
gestione. Si porranno, e per alcuni aspetti già oggi ci sono, le prime avvisaglie ine-
renti i problemi organizzativi e pratici nella gestione del paziente con scompenso
cardiaco. Le domande sono molteplici: come affrontare questa epidemia, quali le
armi in prevenzione primaria e secondaria? quale organizzazione territoriale può
rilevarsi maggiormente efficace nella prevenzione, nella gestione di uno scompen-
so e nell’assistenza domiciliare dello stesso? quali sinergie funzionali creare per ri-
spondere al meglio a questa preannunciata emergenza? Occorre mettere in campo
tutte le risorse umane e materiali e coordinarle al meglio. Il ricovero standard do-
vrebbe diventare un’eccezione da riservare a quei gravi scompensi in classe D ed
in casi selezionati della classe C secondo la classificazione dell’ACC/AHA. Impor-
tante l’assistenza domiciliare al malato. Questo implica uno stretto contatto peri-
feria-centro. Al centro l’ambulatorio dedicato o il D.H. dedicato allo scompenso,
in stretto contatto con i MMG e con i medici del territorio. Vi è il rischio di va-
nificare tutto laddove non si realizzino delle condizioni minime per poter assiste-
re a domicilio un paziente. In quest’ambito non si può generalizzare, prevedere
cioè un modello assistenziale che vada bene a Milano come a Grassano, in pro-
vincia di Matera.
Occorre sempre partire dalla realtà in cui si opera: quali i dati epidemiologici di
partenza, quali le condizioni sociali, sanitarie, assistenziali di quella realtà, le strut-
ture presenti ed operanti, le possibili sinergie. Ed ancora, cosa ci si può attendere
nell’immediato? Dei punti fermi devono esserci: al centro l’ammalato, alle due
estremità l’ambulatorio dedicato o il D.H. dedicato ed il MMG. Strategica diviene
l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), prevedendone l’attivazione diretta ed im-
mediata da parte del MMG, il quale dovrebbe poter disporre autonomamente de-
gli accessi propri, degli specialisti, degli infermieri e dei fisioterapisti in relazione
alle esigenze dell’ammalato. Ruolo non marginale al Distretto Sanitario con fun-
zioni di controllo e luogo attrezzato con gli strumenti minimi indispensabili per
una corretta gestione domiciliare della malattia. Importante la comunicazione tra
i vari attori del pianeta Sanità. Un aggiornamento contestuale da parte dei vari pro-
CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI 73

