Page 7 - CnO_134_135
P. 7

esiti. Questo ci affascina, ma lancia un’ombra sull’ulteriore cambiamento del no-
                                            stro lavoro, già oggi così esilmente legato alla clinica, proprio quella che era tan-
                                            to cara ai nostri Padri. Abbiamo erroneamente creduto che le moderne tecniche
                                            diagnostiche e i progressi terapeutici ci avrebbero da soli garantito il controllo
                                            totale della nostra professione, ma così facendo abbiamo probabilmente dimen-
                                            ticato quell’aspetto rilevante della clinica che rappresenta il fine ultimo del no-
                                            stro lavoro: l’uomo e il suo benessere globale. Immagino quindi che ci sia sem-
                                            pre qualcosa da imparare da un uomo di una certa età.
                                            Grazie alle testimonianze di Lorenzo Epifani e Sergio Minelli, Soci ANMCO e
                                            Suoi compaesani, qualcosa di più abbiamo scoperto della lunga storia profes-
                                                                          sionale di Franco De Matteis, pugliese d’ori-
                                                                          gine, nato il 9 agosto del 1903 a Campi Sa-
                                                                          lentina, che da circa 70 anni vive a Pino To-
                                                                          rinese. Appassionato di studi umanistici, at-
                                                                          tento lettore dei Classici, in particolare di
                                                                          Carducci, Leopardi e Manzoni. Si laureò nel
                                                                          1929 in Medicina e Chirurgia presso l’Uni-
                                                                          versità di Torino, annoverando tra i Suoi
                                                                          Maestri i Padri della moderna Medicina e
                                                                          Cardiologia: Uffreducci, Donati, Micheli,
                                                                          Mario e Giulio Dogliotti, Carle e l’illustre
                                                                          Professore Angelo Ceconi, Maestro della Pa-
                                                                          tologia Medica col quale cominciò ad inte-
                                                                          ressarsi di Cardiologia presso l’Ospedale San
                                                                          Giovanni Battista (Molinette 1937). Fu gran-
                                                                          de amico del Professore Vittorio Puddu. Nel
                                                                          1940, ottenne la Libera Docenza presso l’U-
                                                                          niversità di Torino. Fu, dal 1948 al 1973,
                                                                          Primario della prima Divisione di Cardiolo-
                                                                          gia Clinica istituita in Italia, presso l’Ospe-
          Henry de Toulose - Lautrec, Un esame alla Facoltà di Medicina, 1901  dale Maria Vittoria di Torino.
                                                                          Numerosi gli studi, tra cui quelli sulla trom-
                                            bosi nell’infarto con tromboelastografia e con terapia eparinica; ma anche quel-
                                            li su “Civiltà e Cuore” in cui anticipò quell’interessante intreccio, oggi noto e
                                            tipico delle società occidentali, tra malattie psicosomatiche e ripercussioni car-
                                            diovascolari. Un’intensa vita semplice, sempre vissuta tra i successi e un co-
                                            stante impegno proteso in difesa dell’uomo.
                                            Grazie Professore per quello che oggi rappresenta per noi. Un grazie sentito che
                                            il Presidente Alessandro Boccanelli, il Consiglio Direttivo e tutti i Cardiologi
                                            dell’ANMCO salentini, pugliesi, piemontesi e di ogni Regione Le rivolgono. Ho
                                            letto che da qualche tempo si commuove facilmente fino alle lacrime, ricordan-
                                            doci Lei stesso che Simone Weil diceva: “l’uomo non è completo se non è crea-
                                            tura d’emozione”. Anche noi confessiamo la nostra piccola emozione, confina-
                                            ta e confusa nella gioia che ci offre la Sua amicizia, la Sua grazia, la Sua dignità,
                                            la Sua passione, la Sua grande forza e serenità.
                                            Tutta l’ANMCO si onora di custodire gelosamente queste virtù come modello di
                                            vita vissuta non solo per il cuore, ma col “cuore”. Quello stesso cuore che è sta-
                                            to capace, col suo battere veloce, di vincere il tempo passato, quello che oggi ci
                                            regala come vera ricchezza. Per questo facciamo nostra la frase del motto scrit-
                                            to nello stemma comunale di Pino Torinese: “Ad sidera tendit”, consapevoli che
                                            Lei è una vera “stella” a cui oggi tutti noi dell’ANMCO guardiamo ammirati.


                                            “La volontà si esercita sui miti e li trasforma in storia.
                                            Destini che diventano libertà”.
                                                                                CESARE PAVESE, “IL MESTIERE DI VIVERE”


                  CARDIOLOGIA NEGLI OSPEDALI  5
   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11   12