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              Gli alimenti che hanno subìto il maggior calo sono: il  sovrappeso è particolarmente elevato. In Italia, la preva-
           vino, i grassi da condimento, i formaggi, le carni, il latte  lenza del sovrappeso e dell’obesità è elevata e, pur con
           intero. Mentre gli alimenti come il pesce, gli ortaggi, la  percentuali leggermente inferiori, è confrontabile con
           pizza, il latte scremato e parzialmente scremato, hanno  quella di altri paesi europei. Il 38% degli italiani è in so-
           subìto un aumento di consumo. Questo profilo alimentare,  vrappeso  ed il 7% è decisamente obeso (in Gran Breta-
           rispetto a quello del 1984, è senz’altro più vicino alla ti-  gna ed in Germania gli obesi sono il 12% e l’11% rispetti-
           pologia alimentare consigliata dalle varie linee guida ali-  vamente (EU. A pan-EU survey on consumer attitudes to
           mentari. Può essere, tuttavia, ancora migliorato.    physical activity body-weight and health. European Com-
              Per completezza di informazione è opportuno segnala-  mission Directorate 5/f.3 1999)). Queste prevalenze sono
           re che da elaborazioni di altre fonti di dati, quali quelle  molto più elevate quando si considerano singolarmente le
           ISTAT sui consumi delle famiglie, nel decennio di cui si è  fasce di età più avanzate e quando si esaminano le classi
           detto risulta che l’energia ingerita con la dieta è diminuita  socio-economicamente meno privilegiate della popolazio-
           del 10% circa mentre la percentuale di energia fornita dai  ne. Rispetto agli altri paesi, però, in Italia da dieci anni a
           lipidi è aumentata di circa il 2%. Questo aumento nell’e-  questa parte la prevalenza dell’obesità e del sovrappeso è
           nergia fornita dai grassi, sebbene moderato, contrasta con  diminuita tra la popolazione femminile, mentre è aumen-
           il calo più marcato osservato nelle indagini eseguite dal-  tata tra gli uomini di età superiore ai 35-40 anni. Nell’in-
           l’INN.                                               sieme, anche tenendo conto dell’invecchiamento della po-
              Quanto all’attività fisica, la maggior parte della popo-  polazione, non si è però verificato il forte aumento osser-
           lazione italiana - circa il 65% - continua a non svolgerla,  vato negli altri paesi e ciò può essere in parte dovuto al
           almeno così risulta dall’indagine sullo stato di salute svol-  fatto che in Italia la proporzione di persone in sovrappeso
           ta dall’ISTAT nel 1983 e dall’indagine multiscopo del  era già alta dieci anni or sono.
           1994, sempre condotta dall’ISTAT. Nel 1983 il 26.6%     I tre aspetti, sopra descritti, fanno intendere che la po-
           della popolazione svolgeva attività fisica con frequenza  polazione italiana si sta orientando verso uno stile di vita
           occasionale e il 3.6% con continuità; nel 1994 il 18.2%  più idoneo al mantenimento della salute ed alla preven-
           della popolazione svolge attività fisica con frequenza oc-  zione di patologie cronico-degenerative. Non è comunque
           casionale e il 17.0% con continuità. Quindi un certo mi-  possibile capire con chiarezza se questo cambiamento di
           glioramento, seppure molto limitato, è avvenuto. Rimane  rotta sia da attribuire al fatto che siano state recepite le
           comunque che il 68.7% nel 1983 e il 64.5% nel 1994 del-  informazioni delle campagne svolte o ad un comporta-
           la popolazione non svolge mai attività fisica (Istat. Indagi-  mento dettato da una contemporanea moda che vuole
           ne sullo stato di salute 1983; Istat. Indagine multiscopo  donne e uomini magri ad ogni costo.
           1994).                                                  Da una indagine svolta per valutare la ricaduta della
              A livello dell’Unione Europea è stata eseguita una in-  campagna di informazione alimentare, effettuata dall’Isti-
           dagine mirata a valutare l’attitudine alla attività fisica di  tuto Nazionale della Nutrizione con la distribuzione di ot-
           un campione di oltre 15000 persone rappresentativo del-  to milioni di copie delle “Linee guida per una sana ali-
           l’intera Unione, in pratica un campione rappresentativo di  mentazione italiana” (si presume che il 33% delle fami-
           circa 1000 persone per ognuno dei 15 stati membri (D’A-  glie italiane sia stato raggiunto dall’informazione), risulta
           micis. In: A pan-EU survey on consumer attitudes to phy-  che il 17.8% degli intervistati è a conoscenza delle linee
           sical activity body-weight and health. European Commis-  guida e la percentuale maggiore è distribuita nel Nord
           sion Directorate 5/f.3 1999).  Da questa indagine, a parte  (24.4%), al Sud solo il 13.2% le conosce. Sempre dalla
           la scarsa proporzione di individui che praticano regolar-  stessa indagine risulta che il 40.6% (48.1% al Nord e
           mente attività fisica, è emerso che tra le principali barriere  32.3% al sud) degli intervistati dichiarano di aver cambia-
           che ostacolano lo svolgimento dell’attività fisica c’è il fat-  to abitudini alimentari in seguito ad una maggiore cono-
           to di non ritenersi “sportivi” e la “mancanza di tempo”.  scenza dell’argomento, e i cambiamenti dichiarati vanno
           Entrambi questi motivi lasciano pensare che per “attività  in sintonia con un più prudente stile alimentare. Il 58.2%
           fisica” la maggior parte del campione intenda “attività  degli intervistati dichiara di avere più conoscenze nutri-
           sportiva” o “esercizio fisico”, due attività che richiedono  zionali (al Nord sono il 67.5% mentre al Sud 44.2%).
           strutture ed organizzazione, ma non pensano alla semplice  È ancora poco ma tutto ciò è un segnale che qualche
           “attività motoria” che consiste nell’uso dei propri muscoli  cosa in Italia stia cambiando. La popolazione è cultural-
           per le attività quotidiane al posto dell’auto, dell’ascensore  mente più evoluta, dimostra di avere maggiori conoscenza
           e dei vari telecomandi. Queste attività non richiedono né  nutrizionali, le donne in particolare, ma soprattutto è più
           strutture né organizzazione e, se svolte sistematicamente,  sensibile all’aspetto salutistico del proprio stile di vita e
           nel tempo contribuiscono moltissimo al dispendio energe-  dell’ambiente.
           tico ed al sistema cardiocircolatorio.                  È moda o consapevolezza? Speriamo non sia una mo-
              Un altro aspetto riguarda la prevalenza dell’obesità e  da passeggera.
           del sovrappeso nella popolazione italiana. Negli USA e in
           molti altri paesi dell’Unione Europea, come la Gran Bre-                                  AMLETO D’AMICIS
           tagna, la Germania, ecc., l’aumento della prevalenza del              ISTITUTO NAZIONALE DELLA NUTRIZIONE, ROMA
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