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D ALLE   REGIONI  -  ABRUZZ O
                 di Bianca iadanza Lanzaro, Enrico occhiuzzi, PiErgiusto VituLLi, Marianna aPPignani,
                 andrEa angELozzi, nanda Furia, saBrina BEnciVEnga, FrancEsco santarELLi,

                 donatELLo FaBiani



                   Terapia antiaggregante ed anticoagulante nella chirurgia non cardiaca:

                                                 highlights e pitfalls
                  La nuova torre di Babele





                   La gestione della terapia antiaggregante ed anticoagulante nel paziente
                                        candidato a chirurgia non cardiaca

                                 “Pillole” di un vocabolario unico per specialisti


                                                   no dei dilemmi amletici      correlato all’intervento; è necessario
          «Le tue ossa sono senza                  e rappresentativi di una     bilanciare la terapia in modo
           midollo, il tuo sangue è        Umoderna torre di Babele             da prevenire sanguinamenti
                    freddo;                 della pratica clinica è la gestione   eccessivi senza aumentare il rischio
                                                                                tromboembolico. Secondo la
                                            della terapia antiaggregante e
          tu non hai virtù visiva in        anticoagulante nei pazienti candidati   letteratura gli interventi chirurgici
          cotesti occhi che sbarri»         a chirurgia non cardiaca. Da un lato   si suddividono in relazione al loro
                                                                                rischio emorragico (rischio di
              (W. Shakespeare,              interrompere la terapia aumenta     sanguinamento, outcome sfavorevole
                                            il rischio trombotico, dall’altro
                   Macbeth)                 continuare il trattamento può       in caso di eventi emorragici).
                                            aumentare il rischio emorragico     PCI - I pazienti sottoposti a PCI sono
                                                                                in duplice terapia antiaggregante
                                                                                (aspirina e un inibitore del recettore
                                                                                P2Y12) allo scopo di ridurre il
                                                                                rischio di infarto del miocardio
                                                                                principalmente indotto da trombosi
                                                                                di stent nei primi mesi post PCI.
                                                                                Difatti si stima che il 5-10% dei
                                                                                pazienti sottoposti a stenting
                                                                                coronarico è sottoposto a chirurgia
                                                                                non cardiaca entro il primo anno
                                                                                post PCI e lo sforzo clinico del
                                                                                cardiologo è quello di determinare il
                                                                                timing appropriato dell’intervento.
                                                                                RISCHIO TROMBOTICO - Una
                                                                                precoce sospensione della DAPT
                                                                                post PCI è il più forte predittore
                                                                                indipendente di trombosi, evento ad
                                                                                altissima morbilità causa del 50- 70%
                                                                                di rischio di IMA. Il periodo peri-
                                                                                operatorio è gravato da uno stato
                                                                                protrombotico e proinfiammatorio
        Figura 1 - Schema bridge                                                mediato principalmente da un


                 64 | Cardiologia negli Ospedali | duecentosessantacinque - duecentosessantasei
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