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D ALLE AREE - MANA GEMENT & QU ALITÀ
dormiva. Poi lo andava a trovare
di primo pomeriggio e tutti e
due evitavano di commentare ciò
che aveva scritto. Parlavano della
patologia e del percorso terapeutico
da seguire.
La sindrome di tako-tsubo non è
una malattia grave, ma succede a
volte che le cose si complichino.
Quello era uno di quei casi. Quando
finivano di parlare, il dottor Calvi
guardava le mani e i solchi sotto
gli occhi del signor Ponelli. Da una
parte valutava la salute, dall’altra
cercava indizi per le sue pagine.
Quando aveva accettato quella sfida,
gli era sembrata una passeggiata
scrivere da zero su una persona che
cercheremo di liberare il polpo” risultò piuttosto difficile, giacché il non conosceva. Andando avanti
Un’ attimo prima di uscire dalla paziente non raccontava nulla di sé, con il tempo, le idee iniziarono a
scarseggiare. Cercava nelle mani del
stanza, il signor Ponelli chiamò il né c’erano visitatori che potevano paziente tracce della sua giovinezza,
dottore. dare alcun tipo di informazione sul amori vissuti o amicizie consolidate.
“Lei cosa fa per rilassarsi? Come suo passato. La prima sera, il dottor Più passavano le sere e più arrivare a
hobby intendo” Calvi scrisse qualcosa dell’infanzia fine pagina diventava una lotta.
“Beh… scrivo. O meglio, scrivevo. del suo paziente. Fu come buttarsi Non guardava mai il signor
Perlopiù racconti. Da ragazzo mi in mare dopo una vita passata Ponelli leggere i propri fogli. Per
rilassava. In effetti è da molto tempo nell’entroterra. Riscoprì l’ebrezza nel una specie di rispetto o forse per
che non mi rilasso più” cercare la parola esatta, la cura delle vergogna. Dopo trentacinque giorni
frasi, la musicalità di certe ipotassi.
La settimana seguente, quando il e altrettante pagine scritte, il signor
dottor Calvi era ritornato a visitarlo, Scrivendo della prima volta che il Ponelli prese la mano del dottore e
signor Ponelli andò a pescare con
il signor Ponelli gli disse che aveva suo padre, fu trascinato indietro a disse, Dobbiamo parlare.
trovato qualcosa che l’avrebbe potuto Mise la mano del dottore mise sul
rilassare. quando, molti anni prima, il dottor proprio petto. Parlò con un filo di
Calvi scriveva i suoi primi racconti.
Una storia. Racconti d’amore che dedicava alla voce.
“E quali storie vorrebbe leggere?”, donna che sarebbe poi diventata sua “Lo sente, dottore?”
aveva chiesto il dottore. moglie. Era un’eccitazione nuova. In Il dottore lo guardò senza dire nulla.
“È stanco. Stanchissimo. E non può
Questa volta non aveva spostato lo genere tornava dal lavoro portandosi permettersi di usare energie se non
sguardo dalle mani. appresso le malattie e le sindromi per motivi assolutamente importanti.
“La mia”, disse. E poi aggiunse, quasi da curare. Quel caso era diverso. Si E la storia che sta scrivendo è
in un sussurro, “vorrei che me la portava a casa una storia da scrivere. assolutamente importante. Lo scriva
scrivesse lei” Quando arrivò a fine pagina, era come se non lo fosse solo per me, ma
E così, ogni sera, il dottor Calvi esausto. anche per lei. Mi ha capito?”
scriveva una pagina della storia del Consegnava la pagina al mattino, Quel giorno, il dottore uscì prima
signor Ponelli. Va detto che la cosa quando il signor Ponelli ancora dal lavoro, non mangiò insieme a
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