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D ALLE AREE - MANA GEMENT & QU ALITÀ
di Tommaso LeoTTa
TOMMASO LEOTTA
“Da ventisei anni innamorato della musica, del cinema e della letteratura. Ho preso un master in narrazione alla
Scuola Holden e sono diplomato in un’Accademia di sceneggiatura. Nel tempo libero, suono.”
Un polpo da liberare
gni sera, dopo aver cenato Parlava poco e il più del tempo lo significava “trappola per polpi”. Si
con sua moglie, il dottor passava a guardarsi le mani. Faceva il chiama così perché la parte inferiore
OCalvi si chiudeva per una pescatore. del cuore assume una forma simile al
quindicina di minuti nel suo studio, “Le piace il Giappone?”, gli aveva vaso di terracotta usato in Giappone
assaporando quel silenzio che nel chiesto il dottor Calvi la prima volta per la pesca dei polpi. Il sangue si va
reparto cardiologia, dove lavorava, che era entrato nella sua stanza a concentrare nel ventricolo sinistro
era merce assai rara. Lì, invece, d’ospedale. che si stringe in alto gonfiandosi
nella quiete della sua stanza, non “Non saprei. Volete farmi operare in basso, e quindi impedendo la
c’era traccia di tintinnii o di carrelli lì?” normale attività cardiaca. Una
che passavano lungo i corridoi Non peccava certo di umorismo, il sindrome molto rara.
dell’ospedale. Solo lui e, davanti a signor Ponelli. È anche chiamata sindrome del cuore
sé, la macchina da scrivere. In quei “Vedremo. Quando ha iniziato a infranto, perché si ipotizza che la
quindici minuti che si concedeva pescare?” causa scatenante sia un forte stress
ogni sera nel silenzio benedetto del “Da sempre. Da piccolo osservavo emotivo o un evento traumatico.
suo studio, il dottor Calvi scriveva. mio padre. Mentre pescava lungo il “Posso chiederle se stia passando un
Tutte le sere, una pagina. Mai una fiume, mi raccontava storie. Storie brutto periodo?”
riga di più. Del resto, una pagina di me da bambino. Storie di chi sarei Il signor Ponelli aveva guardato fuori
era il massimo che il signor Ponelli diventato da grande. Andava avanti dalla finestra. Il sole era tramontato
fosse in grado di leggere, data la sua a raccontare fino a sera. Non ho mai lasciando il cielo in una moltitudine
malattia al cuore. Il dottor Calvi, pescato un singolo giorno senza mio di colori indefiniti facendo
sebbene esausto dalla giornata, non padre. Mai una volta senza che lui mi riemergere nel cuore del paziente
rinunciava mai a quella pagina. Va raccontasse qualcosa” tutti i momenti che non possono più
detto che non era certo avvezzo “Invece polpi ne ha mai pescati?”
a questo tipo di stravaganze, ma “Per l’amor di Dio. Non è per nulla tornare.
l’incontro con quel paziente gli aveva rilassante. A me piacciono le cose “Diciamo che non potrò più pescare
acceso un’insolita vena di coraggio semplici” come prima”, disse. E poi piano,
tale da fargli compiere con devozione Aveva spostato lo sguardo dalle mani “diciamo che non avrà più senso
quello che era diventato, a tutti gli al cartellino sul camice del dottore. pescare, ora”
effetti, una specie di rito. Meglio “Dottor Calvi, le spiace se parliamo Il dottor Calvi se ne era rimasto in
spiegare a questo punto chi fosse il un attimo della mia malattia” silenzio a guardarlo.
signor Ponelli. “Lo stiamo già facendo, signor “In questi casi è molto importante
Aveva sessant’anni. Pochi, ma Ponelli”. che lei trovi un hobby che la rilassi. Il
ordinati capelli in testa e due occhi Infatti, aveva la sindrome di tako- cuore deve riposare. Pensi a qualcosa
grigi che teneva sempre socchiusi. tsubo, una parola giapponese che che la possa distrarre. Intanto noi
38 | Cardiologia negli Ospedali | duecentocinquantanove - duecentosessanta

