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Figura 2
Trend di incidenza di Morte Improvvisa 96AA: G:<>DC> K:C:ID
nell’atleta e nel non atleta nella Regione
Veneto dal 1979 al 2004 (Da Corrado
D. et al. JAMA 2006; 296:1593-1601,
modificata)
+&
ha avuto un andamento parallelo a cia si considera il numero di anni di zialmente mortali. La medicina dello
quello della percentuale di soggetti vita salvati per ogni soggetto a rischio Sport in Italia è rimasta l’unico stru-
esclusi dallo sport per le stesse car- individuato il dato appare particolar- mento di prevenzione cardiologica
diopatie. Durante tutto il periodo di mente favorevole, molto maggiore ri- nel giovane ed è un bene prezioso che
osservazione l’incidenza di MI nei non spetto ad altri interventi sanitari come non dovrebbe essere disperso. Si tratta
atleti (non sottoposti a screening) ad esempio l’impianto di un ICD in peraltro di uno strumento ampiamen-
non si è modificata. A dimostrazione un paziente con scompenso cardiaco. te applicato perché in Italia milioni di
del ruolo centrale dello screening su Infatti, a differenza del secondo caso, cittadini fanno sport. Negli USA esiste
questi risultati. Strategie alternative l’individuazione di una patologia a una grossa diffidenza verso il nostro
allo screening per la prevenzione rischio in un giovane atleta con una modello che tuttavia ha essenzialmen-
della Morte Improvvisa nell’atleta non malattia genetica permette di guada- te una motivazione economica. Negli
esistono. L’utilizzo dei defibrillatori gnare un numero elevato di anni di USA infatti la sanità ha costi spropor-
automatici durante gli eventi sportivi è vita. Nell’ottenere tale risultato spesso zionati rispetto ai nostri. E questo non
sicuramente un provvedimento utile, basta il solo allontanamento dalle è un problema scientifico ma politico.
complementare ma non alternativo gare e in casi selezionati l’attivazione Uno dei tanti che la nuova ammini-
allo screening preventivo. Infatti, solo di azioni terapeutici (ICD compreso). strazione Obama dovrà affrontare.
l’11% degli atleti con arresto cardiaco Ciò spiega perché tutte le valutazioni
Bibliografia
sopravvive alle manovre rianimatorie e disponibili sul rapporto costo/effica- Pelliccia A et al. Circulation 2000; 102:278-
alla pronta defibrillazione. cia dello screening nell’atleta stimano 284
Corrado D et al. J Am Coll Cardiol 2003;
un costo/anno di vita salvato inferiore 42:1959-63
8dhid$Z[ÒXVX^V YZaad al valore soglia di $ 50.000. Un ulterio- Delise P et al. Ital Heart J 2005; 6(8):661-702
hXgZZc^c\ VaaÉ^iVa^VcV re beneficio, che incide nel rapporto Pelliccia A et al. Eur Heart J 2005; 26:1422-
1445
Il rapporto costo/efficacia dipen- costo/efficacia, deriva dalla possibilità Corrado D et al. Eur Heart J 2005; 26: 516-
524
de molto dai modelli organizzativi di individuare nella famiglia degli atle-
Corrado D. et al. JAMA 2006; 296:1593-1601
presenti nei diversi Paesi. In Italia lo ti affetti da cardiopatie genetiche altri Myerburg RJ, Vetter VL. Circulation 2007;
screening eseguito da medici speciali- membri affetti dalla stessa patologia. 116:2616-2626
Chaitman BR. CIrculation 2007; 116:2610-
sti ha un costo pro - capite di circa 30 2615
euro cui vanno sommati i costi degli 8dcXajh^dc^ Corrado D et al. J Am Coll Cardiol 2008;
52:1981-1989
eventuali esami aggiuntivi. Tale costo In Italia lo screening preagonistico Douglas PS. J Am Coll Cardiol 2008; 52:
viene coperto dalle società sportive o è una realtà consolidata che quoti- 1997-1999
Maron BJ et al. Circulation 2009; 119; 1085-
dai singoli atleti, eccetto per i giovani dianamente dà i suoi frutti grazie 1092
con meno di 18 anni, per i quali la alla collaborazione tra medici dello
spesa è supportata dal Sistema Sanita- sport e Cardiologi, che permette di
rio Nazionale. Se per valutare l’effica- individuare patologie rare ma poten-

