Page 94 - CnO_179
P. 94

V i A GG i O  i n TOR n O  A L  c UOR e





















                   Imposta sul macinato, vignetta satirica

        ferreo dominio di funzionari “stranie-  ripetersi vecchi copioni, che vedevano   della reazione che tentavano di rove-
        ri”, all’abolizione degli usi civici (in   gruppi criminali taglieggiare possiden-  sciare lo Stato unitario, o quantomeno
        particolare, quelli della legna e del   ti e gente comune in nome di con-  di minarne la credibilità. Nessun ten-
        pascolo gratuiti) che alleviavano in   fuse e astratte rivendicazioni. Ma nel   tativo di mediazione, nessuno sforzo
        parte la miseria delle famiglie conta-  periodo immediatamente successivo   di comprensione del fenomeno: alla
        dine e all’obbligo del servizio di leva   alla proclamazione del Regno d’Ita-  violenza dei briganti si oppose la forza
        per quattro anni e completamente a   lia, avvenuta nel marzo del 1861, era   della legge, con episodi di brutalità
        carico dei militari, la gente del Sud   mutata sia l’intensità del fenomeno,   estrema sia da una parte che dall’altra.
        riprese l’antica vocazione al ribellismo   molto più consistente e organizzato   In pochi anni il brigantaggio, almeno
        e alla violenza popolare che tanto   rispetto alle rivolte precedenti, che il   nelle sue componenti principali, fu
        spesso aveva caratterizzato lo scontro   suo carattere, ora più specificamente   debellato a costo di migliaia di morti,
        sociale nelle città e, soprattutto, nelle   politico: dall’Abruzzo alla Sicilia de-  ma la vittoria ottenuta dal nuovo
        campagne. E così, come al tempo     cine di migliaia di persone (si calcola   Regno d’Italia nasceva sulla conquista
        della Santa Fede del Cardinale Ruffo   oltre 80.000) scendevano in armi,   del Sud, piuttosto che su una consa-
        e in mille altre occasioni, rinacque-  mentre alle azioni dimostrative dirette   pevole e convinta annessione di circa
        ro le bande, che saccheggiavano le   contro simboli e rappresentanti del   la metà del territorio nazionale. Tutto
        case e le proprietà dei baroni prima   nuovo Stato si sommavano rapine e   questo peserà soprattutto negli anni
        filoborbonici e ora convenientemente   sequestri, omicidi ed estorsioni, che   a venire, agendo prepotentemente su
        filosabaudi, che terrorizzavano i rap-  servivano ai briganti sia come soste-  quell’atteggiamento di distacco e di
        presentanti dell’autorità, che occupa-  gno economico che per diffondere   diffidenza così tipici della mentalità
        vano interi paesi imponendo la loro   il terrore e strappare il controllo del   meridionale nei riguardi dello Stato
        legge. I briganti, per lo più contadini,   territorio alla legittima autorità.  e contribuendo alla nascita e alla dif-
        patrioti delusi ed ex soldati dell’eser-  Le conseguenze                fusione della criminalità organizzata,
        cito borbonico, ma anche delinquenti   Questo fu “il grande brigantaggio”,   di quell’antistato vivo e presente che
        comuni e pluripregiudicati, dichia-  cui il Regno d’Italia rispose con l’invio  garantiva la difesa dei deboli e la pu-
        ravano la loro lealtà ai Borbone e la   dell’esercito e lo stato d’assedio, con   nizione delle ingiustizie. A complicare
        loro volontà di difendere il Pontefice,   la “Legge Pica” del 1863 e l’istituzione   ulteriormente la situazione, privando
        la cui autorità temporale rischiava   dei tribunali militari che condannava-  il Mezzogiorno di tante energie e
        seriamente di venire compromessa.   no a morte immediatamente i briganti  intelligenze, interverrà poi la “grande
        Sia i vecchi sovrani che Pio IX (che   trovati con le armi in pugno e ai lavori   emigrazione”, che, soprattutto dagli
        ospita al Quirinale, dopo il soggiorno   forzati a vita chi era ritenuto loro   ultimi decenni dell’Ottocento e fino
        a Gaeta, Francesco II e Maria Sofia   complice. Il generale La Marmora, to-  allo scoppio della Prima Guerra Mon-
        in fuga) li sostengono più o meno   rinese, più volte ministro della Guerra   diale, porterà centinaia di migliaia
        apertamente e, segretamente, li finan-  nel Regno di Sardegna, arrivò nel Sud   di meridionali ad abbandonare la
        ziano, approfittando della protesta   con un corpo di circa 160.000 uomi-  propria terra, in quella che Giustino
        di un popolo esasperato per tornare   ni, per combattere una guerra civile   Fortunato ha definito una “rivoluzio-
        agli antichi privilegi. E così, nella   contro nemici poveri e ignoranti, facil-  ne silenziosa” destinata a produrre
        metà meridionale del Paese sembrano   mente strumentalizzabili dalle forze   esiti disastrosi.


                 92  |  cardiologia negli Ospedali |  centosettantanove
   89   90   91   92   93   94   95   96