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V i A GG i O i n TOR n O A L c UOR e
Imposta sul macinato, vignetta satirica
ferreo dominio di funzionari “stranie- ripetersi vecchi copioni, che vedevano della reazione che tentavano di rove-
ri”, all’abolizione degli usi civici (in gruppi criminali taglieggiare possiden- sciare lo Stato unitario, o quantomeno
particolare, quelli della legna e del ti e gente comune in nome di con- di minarne la credibilità. Nessun ten-
pascolo gratuiti) che alleviavano in fuse e astratte rivendicazioni. Ma nel tativo di mediazione, nessuno sforzo
parte la miseria delle famiglie conta- periodo immediatamente successivo di comprensione del fenomeno: alla
dine e all’obbligo del servizio di leva alla proclamazione del Regno d’Ita- violenza dei briganti si oppose la forza
per quattro anni e completamente a lia, avvenuta nel marzo del 1861, era della legge, con episodi di brutalità
carico dei militari, la gente del Sud mutata sia l’intensità del fenomeno, estrema sia da una parte che dall’altra.
riprese l’antica vocazione al ribellismo molto più consistente e organizzato In pochi anni il brigantaggio, almeno
e alla violenza popolare che tanto rispetto alle rivolte precedenti, che il nelle sue componenti principali, fu
spesso aveva caratterizzato lo scontro suo carattere, ora più specificamente debellato a costo di migliaia di morti,
sociale nelle città e, soprattutto, nelle politico: dall’Abruzzo alla Sicilia de- ma la vittoria ottenuta dal nuovo
campagne. E così, come al tempo cine di migliaia di persone (si calcola Regno d’Italia nasceva sulla conquista
della Santa Fede del Cardinale Ruffo oltre 80.000) scendevano in armi, del Sud, piuttosto che su una consa-
e in mille altre occasioni, rinacque- mentre alle azioni dimostrative dirette pevole e convinta annessione di circa
ro le bande, che saccheggiavano le contro simboli e rappresentanti del la metà del territorio nazionale. Tutto
case e le proprietà dei baroni prima nuovo Stato si sommavano rapine e questo peserà soprattutto negli anni
filoborbonici e ora convenientemente sequestri, omicidi ed estorsioni, che a venire, agendo prepotentemente su
filosabaudi, che terrorizzavano i rap- servivano ai briganti sia come soste- quell’atteggiamento di distacco e di
presentanti dell’autorità, che occupa- gno economico che per diffondere diffidenza così tipici della mentalità
vano interi paesi imponendo la loro il terrore e strappare il controllo del meridionale nei riguardi dello Stato
legge. I briganti, per lo più contadini, territorio alla legittima autorità. e contribuendo alla nascita e alla dif-
patrioti delusi ed ex soldati dell’eser- Le conseguenze fusione della criminalità organizzata,
cito borbonico, ma anche delinquenti Questo fu “il grande brigantaggio”, di quell’antistato vivo e presente che
comuni e pluripregiudicati, dichia- cui il Regno d’Italia rispose con l’invio garantiva la difesa dei deboli e la pu-
ravano la loro lealtà ai Borbone e la dell’esercito e lo stato d’assedio, con nizione delle ingiustizie. A complicare
loro volontà di difendere il Pontefice, la “Legge Pica” del 1863 e l’istituzione ulteriormente la situazione, privando
la cui autorità temporale rischiava dei tribunali militari che condannava- il Mezzogiorno di tante energie e
seriamente di venire compromessa. no a morte immediatamente i briganti intelligenze, interverrà poi la “grande
Sia i vecchi sovrani che Pio IX (che trovati con le armi in pugno e ai lavori emigrazione”, che, soprattutto dagli
ospita al Quirinale, dopo il soggiorno forzati a vita chi era ritenuto loro ultimi decenni dell’Ottocento e fino
a Gaeta, Francesco II e Maria Sofia complice. Il generale La Marmora, to- allo scoppio della Prima Guerra Mon-
in fuga) li sostengono più o meno rinese, più volte ministro della Guerra diale, porterà centinaia di migliaia
apertamente e, segretamente, li finan- nel Regno di Sardegna, arrivò nel Sud di meridionali ad abbandonare la
ziano, approfittando della protesta con un corpo di circa 160.000 uomi- propria terra, in quella che Giustino
di un popolo esasperato per tornare ni, per combattere una guerra civile Fortunato ha definito una “rivoluzio-
agli antichi privilegi. E così, nella contro nemici poveri e ignoranti, facil- ne silenziosa” destinata a produrre
metà meridionale del Paese sembrano mente strumentalizzabili dalle forze esiti disastrosi.
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