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FlashBacK
“fotografia di strada”, afferma che
dalle foto di Vivian: <<Emerge la sua
sensibilità, attenzione per le tragedie
umane, ma anche momenti di tenerezza,
generosità e dolcezza>>. Non ha mai
fotografato le stesse persone. Soltanto
più volte se stessa. Tanti autoritratti
colti da superfici riflettenti, come
specchi e vetrine. L’aspetto
sorprendente, straordinario, e
conseguentemente affascinante, di
Un clochard in una grande metropoli
tutta la storia è che l’intera, enorme
Un abbraccio tra la folla produzione fotografica di Vivian
Maier è venuta alla luce solo dopo la
sua morte. Del tutto sconosciuta in
vita. Per decisione della autrice che
ha custodito le proprie esperienze in
locali rigorosamente chiusi e
invalicabili. Si potrebbe concludere
che Vivian ha realizzato un personale
diario segreto con foto, piuttosto che
con parole scritte, osservando
attentamente gli avvenimenti con il
suo occhio, selezionando con l’occhio
della macchina fotografica quanto
trovava di interessante, rimarchevole.
Ha tuttavia stampato appena il dieci
per cento dei negativi. Per difficoltà
economiche, per scarsa
organizzazione o per compiere una
ulteriore selezione del “vissuto”? Alla
ricerca di Vivian Maier suscita
riflessioni su John Maloof. Un giovane
aiuto rigattiere, che cerca fotografie
su Chicago e acquista all’asta un box
per 380 dollari. Gli cambia la vita.
Scrive un libro. Realizza un film del
quale è regista, direttore della
fotografia, sceneggiatore e
produttore. Organizza mostre.
Conosciuto in tutto il mondo, diviene
probabilmente milionario. Due
destini si incrociano. Senza Maloof i
negativi della Maier sarebbero finiti
forse al macero. Senza Vivian forse
John Maloof sarebbe ancora un
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