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dAL  c OM i TATO   S cien T i F ic O












                   Verifica dell’appropriatezza



            delle procedure di angioplastica



             coronarica nella coronaropatia



             stabile: quando anche in Italia?





                                                   di steFano de servi


              noto come l’utilizzo di una   una efficace prevenzione seconda-   appare, anche nei centri a maggior
              strategia invasiva, basata su una   ria sono stati altrettanto notevoli. Il   volume, l’utilizzo delle guidine di flus-
        È coronarografia precoce seguita    numero eccessivo di procedure di    so per la misurazione della fractional
        da rivascolarizzazione, sia la modalità   angioplastica coronarica in pazienti   flow riserve (FFR), una tecnica che
        di trattamento più efficace delle sin-  stabili è alimentato da una anomalia   permette di individuare le lesioni co-
        dromi coronariche acute, sia in quelle   della cascata diagnostico - terapeutica   ronariche che limitano effettivamente
        senza sopraslivellamento del tratto ST   applicata alla malattia coronarica. Un   il flusso nella loro area di distribuzio-
        (in cui tale approccio terapeutico si   utilizzo spesso non giustificato della   ne, evitando di dilatare restringimenti
        associa ad una riduzione ampiamente   coronarografia (e più recentemen-  coronarici solo in base al deprecabile
        significativa di morte cardiaca e infar-  te della TAC coronarica) porta alla   “effetto oculo - stenotico” . Partendo
                                                                                                      (2)
        to miocardico soprattutto nei pazienti   sempre maggiore individuazione di   da queste considerazioni, soprattut-
        a più alto rischio) sia nello STEMI,   pazienti con coronaropatia lieve che   to negli Stati Uniti ci si è resi conto
        qualora l’angioplastica primaria venga   vengono immediatamente trattati   che è necessaria una verifica della
        effettuata entro i tempi indicati dalle   con angioplastica, anziché affidati   appropriatezza di indicazione alle
        Linee Guida. Nella coronaropatia    alla sola terapia medica. Recente-  procedure di rivascolarizzazione nei
        stabile invece i dati a favore di un mi-  mente, analizzando i dati relativi alla   pazienti stabili. Recentemente le
        glioramento di outcome nei pazienti   Lombardia, abbiamo osservato come   principali società nordamericane del
        trattati con angioplastica coronarica   vi siano centri, anche di altissimo   settore hanno emesso un documento
        non sono del tutto  convincenti, anzi   volume, che effettuano un numero   in cui sono indicati vari scenari clinici
        l’evidenza indica una sostanziale non   esiguo di angioplastiche primarie in   ed angiografici valutandone l’appro-
                                                                                                    (3)
        superiorità della rivascolarizzazione   rapporto al numero totale di proce-  priatezza di intervento . Alcuni stati,
                                                        (1)
        percutanea nei confronti della terapia   dure eseguite . Non vi è dubbio che   come quello di New York e quello di
        medica. Se da un lato infatti l’evolu-  questi centri trattino una proporzione   Washington, hanno già valutato le
        zione delle tecniche di angioplastica   relativamente modesta di sindromi   loro casistiche, riscontrando percen-
        coronarica ha sicuramente miglio-   coronariche acute rispetto al totale   tuali non marginali di inappropriatez-
        rato i risultati clinici di tale tecnica,   delle procedure che vengono effet-  za con notevole variabilità tra diversi
        dall’altro i progressi nella terapia   tuate prevalentemente in pazienti con   Ospedali. Analizzando oltre 500.000
        medica sia nel controllo dei sintomi   malattia coronarica stabile. Inoltre an-  procedure di angioplastica coronarica
        anginosi che nell’effettuazione di   cora troppo numericamente modesto   del Registro NCDR, Chan e coll.
                                                                                                            (4)

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