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A Sabino Scardi la targa d’oro 2003 dell’ANMCO


                                                    di Francesco Boncompagni

                        Caro Sabino,                          In verità non soffro di insonnia, ho un sonno
                        La targa d’oro ANMCO 2003 ti ha pre-  breve favorito da una noiosa rinite cronica. Si-
                        miato per il lavoro svolto a favore della  curamente alzarsi presto di notte mi ha aiuta-
                        cardiologia italiana in 36 anni di atti-  to molto a scrivere lavori.
                        vità. È un traguardo importante per un  La tua produzione scientifica spazia su
                        cardiologo “ruspante”.                tantissimi argomenti. Perché?
                        Come sono stati gli inizi?            Avendo avuto la fortuna di vivere il progresso
                        Molto duri, iniziai con Camerini nel 1967 in  della cardiologia ho dovuto interessarmi di
                        quattro stanze che oggi nella nuova struttura  molti problemi e nella mia ricerca ho cercato
                        diretta da Gianfranco Sinagra sono diventate  sempre di “verificare” i risultati di ciò che face-
                        una palazzina di quattro piani “il polo cardiolo-  vo sul campo. Ecco perché partendo dalla car-
                        gico e cardiochirurgico triestino”.   dioversione elettrica del 1968 sono passato al-
                        Nel tuo curriculum figurano ben 242 la-  la stimolazione endocardica, all’organizzazione
                        vori scientifici di cui 132 pubblicati su  sanitaria (dipartimento cardiologico, scuola di
                        riviste con referee. La tua nota insonnia  specializzazione in cardiologia per le infermie-
                        ti ha favorito in questa attività?    re, Centro di cardiologia sociale, l’automisura-
                                                              zione della pressione arteriosa), alla malattia
                                                              del nodo del seno della quale comunicammo
                                                              il primo caso in Italia allo storico Congresso
                                                              ANMCO di Venezia, all’educazione sanitaria
                                                              della popolazione compresa l’esperienza scola-
                                                              stica, alla prevenzione e alla riabilitazione car-
                                                              diologica.
                                                              In questi due ultimi anni ti sei interes-
                                                              sato oltre che di rischio embolico an-
                                                              che di nuovi modelli di terapia anticoa-
                                                              gulante. Perché?
                                                              Dallo studio TASAF (Trieste Area Study in
                                                              Atrial Fibrillation) in cui arruolammo 700 pa-
                                                              zienti con fibrillazione atriale cronica, ci ren-
                                                              demmo conto che, nonostante i risultati dei
                                                              trial, la terapia antitrombotica era poco prati-
                                                              cata in questi pazienti. Ho dedicato questi due
                                                              anni a facilitare la gestione di questa difficile
                                                              profilassi. Con orgoglio posso affermare che,
                                                              nella nostra Azienda, grazie alll’uso del coagu-
                                                              lometro portatile, abbiamo reso molto più fa-
                                                              cile la gestione della terapia con soddisfazione
                                                              dei medici e dei pazienti.
                                                              E per il futuro?
                                                              Poiché negli anni passati mi sono occupato di
                                                              prevenzione primaria e secondaria della car-
                                                              diopatia ischemica con scarso successo, l’obiet-
                                                              tivo di questa ultima fase del mio impegno
                                                              professionale è dedicarmi alla prevenzione
                                                              “preprimaria” studiando i familiari dei pazienti
                                                              con cardiopatia ischemica prematura. Ho pro-
                                                              posto perciò ai colleghi del Gruppo GICRP lo




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