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D ALLE AREE - MANA GEMENT & QU ALITÀ
ha strabuzzato gli occhi deve avermi sono accarezzato i palmi, erano sudati, e i miei pantaloni. La ragazzina,
preso per matto. Alla fine si è scusata e sentivo freddo sulla fronte e dietro quella piccola stronza, scusi, è
per avermi offerto del colesterolo, la nuca. Ho poggiato il pollice sul scappato… mi ha guardato così… un
abbiamo riso e ci siamo fatti ciao con polso e ho contato, ero di gran lunga po’smarrita, e buttato un occhio a ciò
la mano. sopra i cento battiti al minuto. Ancora che aveva combinato è corsa via. Ho
A lei, Dottore, sembrerà una oggi non saprei dirle quante persone provato a gridarle di fermarsi, ma
sciocchezza, ma prima non mi sarei avessi intorno, se fosse affollato. Un ero a corto di fiato.
mai agitato in quel modo, cercando uomo mi ha strappato al torpore Ora, non so se a lei piaccia fare la
tutte quelle attenzioni, mostrando il chiedendomi in malo modo di passare, spesa o è di quelli che se la fa portare
petto a una ragazza tanto più giovane stavo occupando il centro della corsia. a casa, ma mi sarebbe piaciuto che
di me, poi… Per carità! “Quanta fretta” è stata la mia risposta lei fosse stato lì con me per vederli.
Ho scoperto di avere ancora paura di ma sarò sincero, mi sono vergognato Color nocciola, azzurri, verdi, non
morire, forse più di prima. della mia vulnerabilità. importa. Gli occhi di tutti i clienti
Nel periodo pre-operazione non Non ero ancora pronto per uscire da erano su di me. Li sentivo poggiati
esiste un futuro, solo tanto presente. solo in un luogo pubblico. addosso. Qualcuno guardava di
Ti permetti di non fare calcoli perché Abbandonato lì la cesta, mi sono sottecchi, altri fissavano senza
la priorità è una sola: tutti i tuoi diretto verso l’uscita. Nel frattempo i pudore. Temevo potessero ficcarsi
pensieri si concentrano sul giorno miei sensi si sono come acuiti: il cigolio qui dentro, udire anche loro i miei
dell’intervento. Perciò, quando ti ferroso dei carrelli mi riverberava nella battiti e pensare che fossi uno di quei
risvegli ed è andato tutto bene, il testa, come i passi frettolosi di qualche poveretti con un piede nella fossa.
pro è che sei vivo, il contro è tutto il scaffalista, il chiacchiericcio indistinto Era come se si fossero accorti che ero
resto. Devi spicciarti a reinserirti nel dei clienti; sono riuscito persino a diverso o comunque questa è stata la
quotidiano e allo stesso tempo devi sentire il ronzio delle luci al neon sul mia impressione.
adattarti a una nuova condizione. soffitto. Sono secoli che mi servo in A ripensarci, guardi qui se le mento:
Basta niente, e ti trovi travolto da limiti quel supermercato e non avevo mai mi viene la pelle d’oca.
che prima non avevi. Fisici e non solo. fatto caso a queste cose, poi ho capito. Ero nel panico. Le gambe avevano
Per esempio: alcuni miei amici la La radio era spenta. Esiste un luogo smesso di rispondere alla mia volontà
domenica prendono la bicicletta e più triste di un supermercato senza e intanto il desiderio di andarmene
pedalano fino solo Dio sa dove. Sono musica? Io dico di no. cresceva. Allora ho poggiato la mano
dieci anni che mi invitano e sa quante Insomma, ero vicino a uno scaffale sul petto e per un po’ sono rimasto ad
volte sono andato? Zero. Ora darei con sopra le passate di pomodoro. Mi ascoltarlo battere: tutum tutum tutum.
tutto per farmi invitare. Conoscere sono fermato e ne ho preso uno a caso, E i battiti rimbombavano ovunque,
esattamente i limiti del mio cuore è giusto per vedere le proprietà nutritive. non solo dentro il petto. Nella testa,
frustrante. Aver perso delle occasioni Non volevo comprarlo davvero, tra sulle pareti, sopra il soffitto, sotto ai
mi brucia, anche se è sciocco. Non l’altro mi fa acidità. Mi girava la piedi… Gliel’ho detto, sento di più da
sarei mai andato in ogni caso. testa e mi serviva un oggetto su cui dopo l’operazione. Penso di sentire
Come le dicevo, capita di aver paura. concentrarmi. Stava funzionando, tutto un po’ di più.
Sentirmi ascoltato da quella ragazza, sentivo decelerare i battiti. A ripensarci, che imbarazzo! Alla fine,
Anna, mi ha emozionato così tanto Poi il disastro. grazie a Dio, è andato tutto bene.
che a un certo punto ho sentito una Ero lì lì per rimettere la bottiglia Anna mi ha visto e si è avvicinata:
fitta allo stomaco. La prima cosa che sullo scaffale quando una ragazzina dopo avermi preso sottobraccio mi ha
ho pensato è stata: “Ora muoio!” Per correndo mi ha sbattuto contro. guidato verso l’uscita, mentre gli altri
fortuna sono riuscito a controllare il La bottiglia mi è scivolata dalle clienti... non sto neanche a dirglielo.
panico, ma c’è voluto del tempo per mani schiantandosi a terra. Vetro Era tutto un tutum tutum tutum: più
calmarmi. Per un po’ ho girato in e pomodoro ovunque: non le dico loro mi guardavano, più io tutum
tondo senza sapere bene cosa fare. Mi in che stato erano le mie scarpe tutum tutum.♥
46 | Cardiologia negli Ospedali | duecentosessantacinque - duecentosessantasei

