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cessivamente, ove possibile, gli specifici interventi di miglioramento tramite uno specifico Piano di Adeguamento (seconda fase)
                 terminato nel maggio 2000.
                 Il 26 giugno 2000 è stata effettuata la visita di Accreditamento per verificare se il livello di qualità effettivamente raggiunto cor-
                 rispondeva a quello periodicamente autovalutato. È stata successivamente rilasciata una dettagliata relazione in cui venivano ri-
                 portati i punteggi riscontrati, con le relative motivazioni, e messi in evidenza sia gli aspetti positivi che i suggerimenti per supera-
                 re altre criticità e migliorare ulteriormente in un ciclo ricorsivo. Ovviamente in questa prima visita non è stata raggiunta l’eccel-
                 lenza ma è stato documentato un reale ed oggettivo miglioramento dovuto ad una diffusa e radicata cultura della valutazione e
                 del miglioramento continuo della qualità (MCQ) all’interno dell’organizzazione.
                 È infatti questo l’elemento motivazionale e strategico determinante ai fini organizzativi e professionali: un “sistema qualità” scel-
                 to, promosso, condiviso e messo in atto ormai autonomamente dagli stessi operatori che si traduce in un ciclo ricorsivo automan-
                 tenentesi di valutazione e miglioramento continuo, a costo zero, in cui le uniche inferenze esterne sono le visite, liberamente scel-
                 te, tra colleghi di pari dignità.
























                               Figura: Istogramma dell’andamento del punteggio di autovalutazione e valutazione esterna nel cor-
                               so del percorso di Accreditamento Professionale tra pari rispetto al massimo teorico.


                 Elementi documentali sono il graduale incremento dello score di autovalutazione (Figura) nel corso del piano di adeguamento e
                 confermato, in fase di visita, da altri medici esterni all’U.O. Ciò ha portato, ovviamente per ora ad un oggettivo miglioramento del-
                 l’organizzazione interna tramite una razionalizzazione di numerose procedure, una evidente maggiore motivazione del personale,
                 il miglioramento del sistema informativo interno ed il riassetto organizzativo consentendo, tra l’altro, una migliore gestione opera-
                 tiva per il primario, i vari responsabili di settore ed ai singoli operatori. Dal punto di vista professionale il miglioramento della qua-
                 lità è passato, inevitabilmente, attraverso una maggiore adesione ai protocolli ed alle linee guida ufficiali, cliniche e di appropria-
                 tezza, basate sulle evidenze scientifiche ed adattate al contesto operativo dell’U.O. L’oggettivazione di tale ultimo elemento è ov-
                 viamente estremamente difficile in base ad una sola prima esperienza ma è comunque in corso di attuazione. L’obiettivo prima-
                 rio della nostra esperienza era la dimostrazione di fattibilità anche in ambito cardiologico e riteniamo che sia stato raggiunto.
                 La nostra attività fa inoltre parte di uno specifico programma dell’Istituto Superiore di Sanità: “Accreditamento Professionale in
                 Cardiologia” che ha visto il coinvolgimento sino alla visita di un’altra U.O. di cardiologia (Camerino-MC) e l’interessamento con-
                 creto di diverse altre; ciò a dimostrazione del grande interesse attribuito all’Accreditamento professionale anche da parte delle isti-
                 tuzioni oltre che dagli operatori. Da evidenziare chiaramente che un ruolo determinante in tutto il percorso ha avuto, per i con-
                 tenuti, l’impegno e l’entusiasmo, la componente infermieristica.
                 Riteniamo che tutto ciò è avvenuto perché è stato capito, forse prima di altri, che la strada della qualità organizzativa e profes-
                 sionale, con un approccio sistemico sul modello MCQ, a gestione diretta degli stessi operatori e finalizzato agli esiti, è divenuto
                 oggi, e lo sarà sempre di più in futuro, alla luce dei profondi cambiamenti nella Sanità italiana, un elemento determinante e di-
                 scriminante della nostra attività professionale. A ciò si aggiunga la convinzione che è sicuramente meglio approcciare tali aspetti,
                 ormai ineludibili, all’interno del nostro ambito culturale e professionale prima che altri, con altre finalità ed altri mezzi, lo facciano
                 per nostro conto.





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