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C ARDIOLOGIA E S POR T
Il loro desiderio è dare Viene accontentato. Alessandro se lo cuore senza trovare la forza di
risposte ad Alessandro: stringe al petto con tutte le sue forze. raccontarlo nel rispetto dei genitori
Per un mese diventa la sua seconda
che stavano già soffrendo tanto per
cosa può fare dal punto pelle. “Almeno così,” dice, “se il mio la perdita di Lorenzo. Si ricomincia
di vista sportivo? La cuore dovesse impazzire, mi salverà.” da capo. Ripercorriamo tutto: ECG
E così per un mese non se ne separa
normale, ecocardiogramma normale,
risposta potrebbe sembrare mai. Vive con quel giubbotto, dorme risonanza magnetica cardiaca
semplice con quel giubbotto. Quando è ora anche dopo una second opinion
di farsi la doccia, deve toglierlo, non
Ma comprendiamo può stare da solo, così gli hanno risulta essere normale. All’analisi
del loop recorder nessuna aritmia.
che mancano dei consigliato, lui esegue e chiede alla Sottoponiamo Alessandro a un test
pezzi nell’anamnesi, mamma e al papà di entrare in da sforzo. Ancora nessuna aritmia.
bagno per stargli accanto, Emanuela
Come facciamo per ogni caso ad
indispensabili a e Giuseppe lo fanno, con dolore, alto rischio, lo portiamo oltre il
comprendere meglio paura e dignità. Non vedevano il loro limite: sforzo strenuo monitorato
figlio nudo da quando era bambino.
presso la nostra palestra, lattato a
all’osservazione per la diagnosi. Alessandro si lascia bagnare dal getto 10 mm/l, arriva quasi al vomito.
Il benessere non chiede distanza d’acqua in attesa del corto circuito Nessuna aritmia, contrariamente
ma una lettura che mescola e ci mortale. Ma non arriva. Di notte a quanto era stato osservato in suo
mette in relazione per non perdere mentre Alessandro dorme a volte le fratello. Il cuore “tiene”. Durante
quella verità che fa la differenza tra placche si staccano, l’apparecchio la nostra valutazione da sforzo
speranza e resa, tra cura e perdita. comincia a suonare e tutta la famiglia abbiamo anche la fortuna venga
Alessandro intanto continua ad si sveglia nel terrore. Quando finirà riprodotto quel “senso di calore”
essere seguito dallo stesso centro tutto questo folle dolore? Finalmente alla “bocca dello stomaco” ma non è
e indirizzato all’impianto del la dottoressa “gentile” incontra e accompagnato da aritmie o anomalie
defibrillatore ma mentre è in sala valutata l’intera famiglia. Nessuno dell’elettrocardiogramma. Tutto
di elettrofisiologia viene deciso né mamma, né papà, né Alessandro
di procedere all’impianto del presenta nemmeno un’extrasistole normale. Nel frattempo, arriva anche
loop recorder. Tutta la famiglia è sotto sforzo. Sembra esclusa la forma il risultato dell’esame genetico:
destabilizzata. Ma perché? Non era a catecolaminergica. Alessandro può negativo. Nessuna patologia nota,
rischio di vita? Alessandro, Giuseppe togliere il LifeVest. Inoltre, viene associata ad arresto cardiaco
ed Emanuela sono terrorizzati. consigliata una valutazione presso il strutturale od elettrica. Discussione
Alessandro ha paura. È smarrito. nostro Centro. Per la famiglia viene plenaria: siamo tutti d’accordo.
Quel rischio di morte improvvisa gli prima la salute ma per avvicinarci il Sembra finita. Sembra davvero
pesa come un’ombra. Vive nell’attesa più possibile alla verità e sostenere che per Alessandro la storia possa
di un colpo fatale, lo stesso che ha Alessandro si provano tutti i sentieri chiudersi qui, almeno per ora. Il
portato via suo fratello. Inizia ad disposti a frugare nelle pieghe più nostro desiderio è uno solo: liberarlo.
avvertire strani “colpi di calore” alla segrete. Alessandro arriva al nostro Liberarlo dalla paura. Dal peso del
“bocca dello stomaco”, sia a riposo centro. Inizia il suo di racconto. Mesi terrore di morire improvvisamente.
che da sforzo. Non gli danno pace. di sofferenza e terrore, e mentre la Ridargli la sua vita, restituirgli la
Gli viene proposto dai medici e storia prende forma, i suoi occhi si libertà. Quella vera. Questa è una
lui stesso chiede di poter almeno riempiono di lacrime, scivolano giù storia che è iniziata nel dolore e
indossare il giubbotto salvavita inondando il viso, senza piangere. disperazione, ma finisce con la
LifeVest in attesa che gli venga Era un’immagine mai vista prima. speranza. Finisce con un ragazzo
impiantato il defibrillatore, solo così Chissà da quanto quel dolore era di 18 anni che torna a correre, a
può tornare a casa, a scuola a vivere. stato confinato dentro il suo di respirare, a sognare.♥
90 | Cardiologia negli Ospedali | duecentosessantaquattro

