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statue di terracotta da un artigiano,
e riproducendo tutta la scena in
laboratorio. Lo riportano sulla duna nel
deserto. Non c’è ancora vento. Il grande
Cineasta si pone ancora una volta la
domanda: <<Siamo pazzi a fare un film
sul Vento!>>. Risponde deciso: <<Filmare
l’impossibile è il meglio della vita>>. Si era
già cimentato sulla follia di catturare il
vento molti anni prima con il Maestrale
in Provenza (“Pour le Mistral”). Nel
deserto arriva una Maga. Potrebbe
muovere il vento con due ventilatori e
un diagramma disegnato sulla sabbia.
A condizione che le si creda. Il vecchio
Regista-interprete, che ha sempre
creduto nella scienza, cede alla Magia:
“non solo la scienza fa tutto”. Si muove
vorticosamente il Vento. Torna il respiro
dell’uomo e della Terra. Torna la Vita.
Il vento è l’elemento naturale che
condiziona la vita dell’uomo. Porta
la pioggia che rende fertile la terra e
alimenta i fiumi. Porta il bello e il cattivo
tempo. Ma, quando è violento, può
procurare danni. In senso fisico entra
nella storia della umanità con i trasporti
marittimi e fluviali. Per migliaia di anni
la civiltà ha camminato sulle ali del
vento. Nella nostra epoca la energia
eolica è il sostegno della economia
verde. In una intervista concessa ad
Aldo Tassone (agosto 1988) Joris Ivens
affermava: <<il vento è il soffio che rimuove
le scorie, ripulisce la storia dei luoghi comuni,
anche ideologici>>. È il simbolo delle cose
che cambiano, è il carattere del variare
del mondo. La chiave metaforica che
gli serve per compiere il viaggio nel
passato. Non solo “una Storia di Vento”.
Anche “Vento della Storia”. Il vecchio
Cineasta mostra un piglio giovanile nel
districarsi, con il suo ultimo film, nelle
pieghe della Storia. Per la storia del
Cinema riproduce un brano onirico
di “Viaggio nella Luna” di Georges
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