Page 54 - CnO-240
P. 54
FlasHBacK
di franCo plàstina
Joris Ivens cattura il Vento
“io e il vento” (“une Histoire de vent”)
J oris Ivens, Robert Flaherty, John penetrando un’esperienza della vita reale.
Grierson, Dziga Vertov sono gli
Nel documentario si deve fare appello
Autori che, in maggior misura, al contempo all’intelletto e al cuore, si
nel XX Secolo hanno dato rilievo e deve essere lucidi ed emozionanti>>. La
dignità artistica al film-documentario. produzione filmica di Joris Ivens,
Nel classico Cinema di finzione, gli sviluppata per oltre 50 anni, dedicata
elementi costitutivi sono costruiti quasi esclusivamente al documentario,
artificialmente e rappresentano ha interessato le tematiche della
una realtà mediata dal Regista per natura, del lavoro, della indipendenza
esprimere ciò che ha immaginato e e della libertà dei popoli. Influenzato
che risulta definito comunemente da un lato dalla scuola naturalista
nella sceneggiatura: una realtà messa in di Flaherty, che riconosce come suo
scena. Il film documentario, chiamato virtuale maestro, dall’altro dalla
spesso nei paesi anglosassoni “non scuola realista di Vertov. Un percorso
fiction”, teoricamente dovrebbe cinematografico complesso. Realizzato
rappresentare la realtà come si è con viaggi in tutto il mondo, tanto da
manifestata davanti alla macchina da meritare l’appellativo di “Olandese
presa, senza mediazioni e senza attori: Volante”. I primi film, sul finire degli
una realtà pura, oggettiva. In pratica anni ‘20, sono da inserire nel “cinema
il film documentario è certamente
una realtà ma vista, almeno in parte, d’avanguardia” con una concezione
soggettivamente. Automaticamente
virata al soggettivo proprio dal metodo
cinematografico. Il Regista decide
quando scattare, come inquadrare,
cosa scegliere in fase di registrazione e
poi, alla fine, nel montaggio. Questo
genere cinematografico non è stato
frequentemente considerato forma
d’Arte. Atteggiamento verso il quale
si è ribellato Ivens: <<il documentario
è spesso sottovalutato dalla critica e preso
come il fratello povero del cinema. Il
documentario non è solo documentazione,
è dialogo con il pubblico. Il dialogo che il
documentarista ha con il pubblico è più
profondo di quello che stabilisce un regista
di film. È più facile raccontare una storia
che interessare, commuovere, descrivendo e
52 | cardiologia negli Ospedali | duecentoquaranta

