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CONSULTA ANCHE:
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tive anche per altri tipi di pazienti): la man- punto di vista individuale del paziente che
canza di comunicazione tra i servizi, la diffi- dal punto di vista dell’organizzazione del-
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coltà ad esprimere una prognosi e la defini- l’assistenza .
zione del ruolo e delle responsabilità dei È stato dimostrato che i pazienti con scom-
medici che ruotano attorno al paziente penso cardiaco hanno un accesso peggiore
(specialista, medico di medicina generale). rispetto ai pazienti oncologici ad una serie
Ritengono che la responsabilità del pazien- di servizi territoriali.
te dovrebbe essere dei medici di medicina Prendere in carico globalmente il paziente
generale e considerano una priorità avere non significa affidare ad una sola persona o
nei servizi domiciliari “infermiere specializ- ad un solo servizio tutte le risposte ai pro-
zate che abbiano un quadro di tutta la si- blemi assistenziali, ma cominciare a pensa-
tuazione, che riescano a coordinare i ser- re ad un’organizzazione che non si occupi
vizi in modo da tenere sotto controllo la solo della fase acuta ma anche della fase
situazione del paziente. In questo caso do- cronica e terminale. Gli ambulatori per lo
vrebbe esser relativamente facile osserva- scompenso sono una risposta alla cronicità
re un trend e intervenire quindi con un ma rimane scoperta l’area della gestione
approccio palliativo nel momento oppor- della terminalità.
tuno”. La cultura e l’esperienza sviluppate nel
campo dell’oncologia sono un punto di
Le implicazioni per l’assistenza e la partenza fondamentale, ma la prevalenza di
formazione sintomi e problemi è diversa tra chi è in fa-
Le patologie croniche pongono sempre più se terminale per cancro e chi per scom-
in rilievo la responsabilità dell’accompagna- penso cardiaco. Ad esempio se il dolore è
mento del paziente, in tutte le sue fasi del- prevalente nei pazienti oncologici, nei pa-
la vita, e la necessità di sviluppare un ap- zienti con scompenso prevarrà la dispnea
proccio di trattamento-assistenza per le si- di origine cardiaca, gli edemi.
tuazioni nelle quali non è più possibile cu- Descrivere i problemi dei pazienti termina-
rare la malattia, ma si devono concentrare li è la base per conoscere la prevalenza dei
gli sforzi per migliorare la qualità di vita. problemi, il vissuto dei pazienti e dei fami-
Le domande con cui confrontarsi sono nu- liari ed articolare piani di intervento.
merose: quando passare da trattamenti in- Nei programmi di master e corsi di perfe-
vasivi a un’assistenza di sostegno; come mi- zionamento in area critica per infermieri si
gliorare il controllo dei sintomi ed il tratta- dovrebbe tenere conto di questi aspetti e
mento delle comorbidità; quando e come introdurre contenuti che diano spazi non
discutere la prognosi, cercare di capire quel- solo all’area dell’intervento ma anche a
lo che il paziente preferisce; come e quan- quella dell’accompagnamento.
do informare, come educare i familiari.
Il settore delle cure palliative ha sviluppato 1. McCarthy M, Lay M, Addington-Hall JM. Dying fron
un’esperienza basata soprattutto sui pa- heart disease: symptoms and hospital care in the last
zienti oncologici, ed esistono poche comu- year of life reported by informal carers. J R Coll Phy-
nicazioni tra chi si occupa di cure palliative sicians 1996; 30: 325-8.
e chi lavora in aree intensive; come anche 2. Rogers AE, Addington-Hall JM, Abery AJ, McCoy
tra chi lavora in geriatria e chi in cure pal- ASM, Bulpitt C, Coats AJS et al.Knowledge and com-
liative. Gli studi che cominciano ad essere munication difficulties for patients with chronic heart
pubblicati sollevano più il problema dal failure: qualitative study. BMJ 2000; 321:605-7.
NOVEMBRE/DICEMBRE 2002 - N. 130 44

