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A R e A  n URS in G













        continua evoluzione. “Inoltre - ha
        stigmatizzato nel corso dello stesso Simposio
        Cristiana Caredda - la diversa tipologia
        delle strutture e una carente
        organizzazione dei servizi possono
        rappresentare un limite ad una presa in
        carico appropriata. I PDTA e la
        multidisciplinarietà, di cui tanto
        parliamo, spesso rimangono solo pensati
        teoricamente e non applicati nella realtà
        clinica quotidiana. La definizione di un
        core curriculum professionale potrebbe
        favorire l’istituzione di percorsi formativi
        specifici che garantirebbero
        l’implementazione delle competenze degli
        infermieri (e non solo, ndr) che operano
        nelle UTIC.” L’esigenza di una nuova
        formazione multiprofessionale è stata
        ribadita anche da Antonella D’Errico,
        nel corso del Simposio su
        “Organizzazione per Intensità di    dispiegamento delle potenzialità delle   sottolineando la necessità di “garantire
        Cure”. La relatrice ha sottolineato che   diverse professioni, a cominciare proprio   una presenza altamente efficace in cui sia
        la nuova modalità organizzativa     da quella infermieristica, possa consentire   sempre più trasparente e strutturalmente
        ospedaliera rende indispensabile la   di recuperare efficienza, appropriatezza,   integrato l’apporto di chi diagnostica e
        formazione di nuove figure          prossimità e continuità nella risposta   cura le patologie e di chi assiste e
        professionali, non necessariamente   sociosanitaria”. A questo proposito,   accompagna la persona nei suoi percorsi
        solo infermieristiche. Tra queste, il   anche l’OCSE, valutando il Sistema   curativo - assistenziali.” A proposito dei
        flow manager, il bed manager, il case   Sanitario Nazionale, pur        percorsi assistenziali, Giovanni
        manager, i referenti di processo e di   riconoscendone i pregi, ribadisce che   Pulignano, relatore nel Simposio
        area. “Il ridisegno delle competenze - ha   “bisogna andare verso la costituzione   “Complessità e Fragilità” ed
        rimarcato la Relatrice - è l’occasione per   di aggregazioni multiprofessionali,   intervistato per “Cardiologia negli
        una riflessione sull’impostazione dei   verso la creazione di reti assistenziali”.   Ospedali”, ci ha detto: “Nelle ultime
        processi clinico assistenziali e su come il   La D’Errico ha concluso,   decadi il progressivo invecchiamento della
                                                                                popolazione ha determinato un parallelo
                                                                                aumento dei tassi di incidenza e
            il congresso ha affrontato diversi ambiti sui quali                 prevalenza delle patologie croniche. Con

            si è concentrata l’azione e il pensiero critico della               l’avanzare dell’età, le malattie
                                                                                cardiovascolari si fanno più frequenti, e si
            componente infermieristica, dedita all’assistenza                   è sempre più spesso chiamati a confrontarsi
           del paziente cardiopatico: dalla organizzazione per                  con pazienti anziani complessi, nei quali
                                                                                la multimorbosità, la disabilità e la
         intensità di cure alla dimissione dal reparto per acuti,               fragilità rendono tutto più difficile,
          alla valutazione multidimensionale e presa in carico                  accrescendo il rischio di errori diagnostici e
                                                                                terapeutici. A questo problema spesso sono
                      del paziente complesso e fragile                          date risposte inappropriate o carenti, se si


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