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Lazio

                               D    A    L    L    E        R    E    G    I   O    N    I


                                       NOTIZIE DALL’ANMCO LAZIO


                                            di Massimo Santini e Massimo Uguccioni

                           RICERCA SCIENTIFICA
                           Tra le attività della Sezione Laziale continua ad occupare un posto di rilievo la ri-
                           cerca scientifica. Nel numero di maggio sono stati presentati quattro protocolli di
                           ricerca relativi ad altrettanti studi multicentrici, tutti attualmente in corso.
                           Il 10 maggio scorso, con il secondo Investigator Meeting, si è conclusa la prima
                           fase dello studio relativo ad “Autovalutazione e miglioramento della qualità delle
                           strutture cardiologiche del Lazio”, coordinato da Quinto Tozzi. Tale fase, rivolta a
                           cardiologi ed infermieri di Cardiologia, è stata caratterizzata da sette moduli for-
                           mativi finalizzati alla introduzione di una cultura della qualità ed alla acquisizio-
                           ne dei suoi principali strumenti operativi.
                           Al termine è stata effettuata la prima autovalutazione delle quindici U.O. di Car-
                           diologia partecipanti, sulla base dei criteri contenuti nel Manuale di Accredita-
                           mento Professionale all’Eccellenza. Ciò ha consentito di avere una fotografia del
                           livello qualitativo di partenza di un campione rappresentativo, per complessità e
                           collocazione geografica, della intera Cardiologia Regionale, al fine di confrontare
                           e documentare i risultati degli interventi di miglioramento che avverranno nella
                           seconda fase dello studio.
                           Si tratta della prima esperienza italiana in ambito cardiologico che si propone di
                           dimostrare la fattibilità su ampia scala di un modello di valutazione della qualità
                           organizzativa e professionale, come già applicato da altre Società Scientifiche. Un
                           ulteriore elemento di importanza dello studio è dato dalla presenza di un braccio
                           Infermieristico che rappresenta un’esperienza peculiare di autovalutazione della
                           qualità assistenziale delle nostre cardiologie.
                           Il 15 maggio scorso nell’ambito di una riunione regionale sono stati presentati al-
                           tri tre protocolli di studio, qui sintetizzati:
                           1) Valutazione dell’effetto sulla profilassi delle recidive di fibrillazione atriale di
                           tre diverse modalità di impiego dell’amiodarone.
                           Coordinatore: Claudio Pandozi
                           Nonostante l’impiego di numerosi farmaci antiaritmici, le recidive di fibrillazione
                           atriale raggiungono il 50% a 6 mesi dalla cardioversione. L’associazione tra amio-
                           darone e farmaci della classe IC, molto utilizzata nei soggetti con recidive in cor-
                           so di trattamento con il solo amiodarone, non è mai stata valutata con uno studio
                           prospettico randomizzato. Scopo dello studio è quello di confrontare in un’inda-
                           gine multicentrica prospettica e randomizzata l’efficacia antiaritmica nella profi-
                           lassi delle recidive di fibrillazione atriale di tre diverse modalità di impiego del-
                           l’amiodarone: in monoterapia, a dosi abituali associato a farmaci della classe IC,
                           oppure a basso dosaggio (100 mg) associato a farmaci della classe IC.
                           2) Studio di outcome nelle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento
                           di ST: confronto tra strategia aggressiva precoce e “usual care” - studio PRESTO
                           Coordinatore: Marco Tubaro
                           Nel trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivella-
                           mento del tratto ST (NSTEACS) si sono a lungo confrontate una strategia preco-
                           cemente aggressiva ed una conservativa. I risultati di diversi studi (TIMI IIIB,
                           VANQWISH, MATE) hanno dimostrato, globalmente, una sostanziale equivalenza
                           delle due strategie. Più recentemente, lo studio FRISC II ha dimostrato un van-
                           taggio di una strategia aggressiva ritardata (con una coronarografia ed eventuale
                                      a
                                   a
                           PTCA in 5 -6 giornata), con una riduzione di morte e IMA a 6 mesi e della mor-
                           talità a 1 anno.



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