Page 39 - CnO-239
P. 39

d alle  a re e  -  G i O V ani










               el cuore della Napoli più
               affascinante si trova la
        NCappella Sansevero, un
        gioiello barocco incastonato nel
        centro storico della città partenopea,
        dove lo splendore dell’arte figurativa,
        scultorea e pittorica, è arricchito da
        miti e leggende attorno alla figura
        enigmatica del suo ideatore,
        Raimondo di Sangro, settimo
        principe di Sansevero. La Cappella è
        stata fatta costruire tra la fine del
        1500 e l’inizio del 1600, su iniziativa
        di Giovan Francesco di Sangro, come
        ex voto per la propria guarigione da
        una grave malattia. Le tre sculture più
        celebri della Cappella Sansevero sono
        La Pudicizia, Il Disinganno ed Il
        Cristo velato veri e propri capolavori
        che sembra impossibile siano opera
        della mano di un uomo, fosse anche
        dell’artista più virtuoso. I protagonisti
        di questo articolo sono, però, i due
        modelli anatomici, meglio conosciuti
        come Macchine anatomiche, posti
        nella cripta sotterranea della
        Cappella. Si tratta di due corpi
        scarnificati, un uomo ed una donna,
        da cui è stato asportato lo strato
        cutaneo e muscolare al fine di
        rivelarne l’anatomia sottostante e, in
        particolare, l’apparato
        cardiovascolare. Molte delle
        discussioni sorte attorno alla
        poliedrica figura del Principe di
        Sansevero, definito anche “l’Archimede
        dei nostri tempi” scaturiscono da queste
        due enigmatiche opere, fatte
        realizzare da lui intorno agli anni
        1763 - 1764. La leggenda popolare,
        ripresa anche dall’illustre filosofo e   Macchina anatomica – Donna, part. (Giuseppe Salerno, 1763-64)
        critico letterario, Benedetto Croce,   Foto di Massimo Velo © Archivio Museo Cappella Sansevero
        nella sua opera “Scritti di storia
        letteraria e politica”, narra di come il   imbalsamarne stranamente i corpi in modo   nella stessa opera, qualche riga dopo,
        Principe avesse fatto « […] uccidere due   che mostrassero nel loro interno tutti i   Benedetto Croce parla di «due
        suoi servi, un uomo e una donna, e   visceri, le arterie e le vene». In realtà   scheletri, che non sono poi corpi


                                         www.anmco.it/pages/entra-in-anmco/aree-anmco/area-giovani    37
   34   35   36   37   38   39   40   41   42   43   44