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el cuore della Napoli più
affascinante si trova la
NCappella Sansevero, un
gioiello barocco incastonato nel
centro storico della città partenopea,
dove lo splendore dell’arte figurativa,
scultorea e pittorica, è arricchito da
miti e leggende attorno alla figura
enigmatica del suo ideatore,
Raimondo di Sangro, settimo
principe di Sansevero. La Cappella è
stata fatta costruire tra la fine del
1500 e l’inizio del 1600, su iniziativa
di Giovan Francesco di Sangro, come
ex voto per la propria guarigione da
una grave malattia. Le tre sculture più
celebri della Cappella Sansevero sono
La Pudicizia, Il Disinganno ed Il
Cristo velato veri e propri capolavori
che sembra impossibile siano opera
della mano di un uomo, fosse anche
dell’artista più virtuoso. I protagonisti
di questo articolo sono, però, i due
modelli anatomici, meglio conosciuti
come Macchine anatomiche, posti
nella cripta sotterranea della
Cappella. Si tratta di due corpi
scarnificati, un uomo ed una donna,
da cui è stato asportato lo strato
cutaneo e muscolare al fine di
rivelarne l’anatomia sottostante e, in
particolare, l’apparato
cardiovascolare. Molte delle
discussioni sorte attorno alla
poliedrica figura del Principe di
Sansevero, definito anche “l’Archimede
dei nostri tempi” scaturiscono da queste
due enigmatiche opere, fatte
realizzare da lui intorno agli anni
1763 - 1764. La leggenda popolare,
ripresa anche dall’illustre filosofo e Macchina anatomica – Donna, part. (Giuseppe Salerno, 1763-64)
critico letterario, Benedetto Croce, Foto di Massimo Velo © Archivio Museo Cappella Sansevero
nella sua opera “Scritti di storia
letteraria e politica”, narra di come il imbalsamarne stranamente i corpi in modo nella stessa opera, qualche riga dopo,
Principe avesse fatto « […] uccidere due che mostrassero nel loro interno tutti i Benedetto Croce parla di «due
suoi servi, un uomo e una donna, e visceri, le arterie e le vene». In realtà scheletri, che non sono poi corpi
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