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DALLA FEDERAZIONE ITALIANA DI CARDIOLOGIA                                                di Luigi Tavazzi






          LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE

          PROF. GIROLAMO SIRCHIA







                                                                                              Pavia, 8 agosto 2002


                                            Signor Ministro,

                                            Le scrivo a nome della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC), che ho l’ono-
                                            re di presiedere, per esporLe alcune preoccupazioni che ci si pongono in modo
                                            pressante e urgente.
                                            La FIC include le due Società nazionali dei cardiologi, la Società Italiana di Car-
                                            diologia e l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. Le parlo
                                            quindi a nome della comunità cardiologica nazionale.
                                            Una serie di segnali che avvertiamo, “sul campo” dell’attività clinica, ci induco-
                                            no a credere che la Sanità stia pericolosamente avvicinandosi a una soglia criti-
                                            ca sia per la risposta appropriata ai bisogni di salute che per il mantenimento
                                            di una ricerca scientifica accettabile in ambito clinico.
                                            Cito alcuni segnali che avvertiamo:
                                            1) benché la spesa sanitaria nazionale sia del tutto in linea con quella degli al-
                                               tri paesi europei, il continuo allarme della stampa su questo punto e la og-
                                               gettivamente limitata disponibilità di risorse inducono ad atteggiamenti di
                                               spesa sempre più restrittivi da parte degli Ospedali pubblici. Tagli sistemati-
                                               ci si stanno abbattendo in particolare sulla Cardiologia, che essendo una di-
                                               sciplina molto tecnologizzata e ricca di procedure interventistiche si espone
                                               a costi più elevati di altre specialità. La cosa più preoccupante è che spesso
                                               i razionamenti avvengono esclusivamente in base a considerazioni economi-
                                               che, senza considerare qualità, quantità e soprattutto appropriatezza della
                                               domanda;
                                            2) la struttura e l’organizzazione funzionale dei presidi cardiologici nelle Re-
                                               gioni costituiscono le catene produttive delle prestazioni sanitarie. La razio-
                                               nalità dell’assetto complessivo, la complementarietà delle funzioni, la distri-
                                               buzione geografica dei presidi sono elementi decisivi per l’efficienza della
                                               produzione sanitaria, ma anche qui sembra che la logica delle scelte non sia
                                               sempre basata sulla conoscenza della materia sanitaria di cui i presidi sono
                                               lo strumento operativo;
                                            3) il razionamento in corso delle disponibilità terapeutiche (materiali procedu-
                                               rali, devices, farmaci) rischia di metter in crisi la capacità di risposta del si-
                                               stema ai bisogni dei cittadini. Anche per questo, il problema della appro-
                                               priatezza è centrale;
                                            4) la ricerca scientifica in ambito clinico gode di finanziamenti pubblici vicini
                                               allo zero, ed è quindi sostenuta pressoché interamente da finanziamenti
                                               aziendali. Il prosciugarsi delle disponibilità economiche delle Aziende in Ita-
                                               lia sta di fatto allontanando la ricerca clinica dal nostro Paese. Ovviamente i



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