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        osservate strategie comuni di         la cardioncologia ha scoperto affinità inattese con il
        gestione farmacologica tra COVID
        - 19 e terapie antitumorali quali   cOVid 19 sia per i comuni effetti tossici cardiovascolari,
        cortisonici, immunomodulatori come   meccanismi fisiopatologici, che per le terapie utilizzate
        tocilizumab, bemcentinib e altri
        analoghi per mitigare l’ambiente     essendo una disciplina caratterizzata dalla flessibilità
        infiammatorio indotto da SARS            la cardioncologia ha rapidamente ristrutturato i
        - CoV - 2. Vanno infine ricordate           percorsi tipici e i protocolli di monitoraggio
        le affinità nell’utilizzo di terapie
        anticoagulanti, antagonisti del sistema
        neurormonale, senza dimenticare     ma soprattutto portando alla        oncologi ha adottato la telemedicina
        la gestione delle interazioni       ribalta l’utilizzo della telemedicina,   durante la pandemia, e l’utilizzo
        farmacologiche tra trattamenti      fino ad oggi appannaggio della      di telemedicina è stato segnalato
        oncologici e cardiologici, così come   popolazione con scompenso cardiaco.   dall’82% degli intervistati in marzo e
        tra terapie per il COVID - 19 e terapie   L’obiettivo di questi adeguamenti   del 91,5% in aprile. Questi risultati ci
        cardiologiche.                      strategici è stato quello di ridurre al   incoraggiano a promuovere iniziative
        come ha “abbracciato” il            minimo il rischio di infezione senza   che consentano una copertura
        cOVid - 19 la cardioncologia        diventare negligenti nei confronti   più ampia per la telemedicina con
        L’impatto del COVID - 19 sui        del trattamento del cancro e delle   il supporto delle nostre società
        pazienti affetti da cancro e malattie   malattie cardiovascolari. In una survey   scientifiche al fine di prepararci ad
        cardiovascolari ha immediatamente   internazionale condotta di recente in   affrontare future crisi sanitarie. Le
        evidenziato la particolare vulnerabilità   43 paesi per valutare l’impatto della   principali limitazioni includono i
        di queste popolazioni. Infatti fin   pandemia in cardiologia e oncologia   confini giurisdizionali della pratica
        da subito si è registrato un rischio   oltre l’85% dei cardiologi e degli   medica, la necessità di formazione
        più alto di contrarre l’infezione ma
        anche la possibilità di un decorso
        più severo e di esiti infausti. Al di
        là delle immediate complicanze da
        infezione COVID - 19 la pandemia ha
        avuto un impatto enorme sui sistemi
        sanitari globali. Infatti si è assistito
        a un rinvio degli esami di screening
        non urgenti con l’inevitabile ricaduta
        di ritardi nella diagnosi del cancro;
        i trattamenti non urgenti sono
        stati rinviati e la sperimentazione
        clinica è stata, in molti casi,
        interrotta. La cardioncologia, non
        essendo vincolata da tradizionali
        e inflessibili percorsi di cura del
        paziente, si è mossa prontamente
        mediante modifiche dei percorsi
        tipici e strutturazione di protocolli
        di monitoraggio che prevedono un
        impiego più mirato dell’imaging, un
        utilizzo maggiore dei biomarcatori   Da sinistra: Iris Parrini, Irma Bisceglia, Maria Laura Canale e Aldo P. Maggioni


                 46 |  cardiologia negli Ospedali |  duecentotrentanove
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