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C ARDIOLOGI S CRIT T ORI
tirò fuori un fonendoscopio dorato
e, nel silenzio generale, auscultò
un respiro che appariva rumoroso
anche agli astanti lontani. Infine,
dopo avere sorseggiato il caffè,
rivolgendosi ai presenti e a noi due,
pronunziò la sua “sentenza”: «Il nostro
Un’esperienza di vita in
un paese di provincia, un
consulto tra un luminare e
due medici curanti timorosi
di essere giudicati per
scelte terapeutiche che si
riveleranno invece corrette
e condivise
Don Vincenzo è affetto da insufficienza
respiratoria grave, a causa di una
broncopneumopatia cronica ostruttiva
che data ormai da decenni. Appartiene
alla categoria che noi definiamo “blue
bloater” piuttosto che “pink puffer”» e qui
rivolse uno sguardo di complicità a
noi due. «La prognosi è a dire il vero
infausta, ma l’arte medica e la scienza
liberandolo del paltò di Loden dispongono oggi di terapie idonee
e di cappello e guanti. Mentre si a tentare di migliorare almeno la
Don Vincenzo viveva tra preparava il caffè, che il Professore qualità di vita di questi pazienti».
letto e poltrona accettò precisando: «Poco zucchero, Le terapie prescritte dai colleghi
sino ad ora sono ineccepibili e qui
Sul comò boccettine di grazie», il mio collega, supportato la signora Maria annuì soddisfatta.
ogni tanto da qualche mia incursione
gocce, pillole, fiale, garze, sui dettagli più aderenti alle mie «A mio avviso» proseguì con uno
sguardo alle decine di boccettine
fazzolettini di carta competenze, snocciolava storia sul comò «Continuerei su questa
clinica, esibiva referti e terapie
Ai suoi piedi, pala e adottate. Il Professore fece qualche strada, aggiungendo, con rispetto
per la competenza dei colleghi
pappagallo domanda al povero don Vincenzo, curanti, piccole ma crescenti dosi di
palesemente intimorito da tanta
autorevolezza, esaminò il cuore, cortisone, ovviamente sotto controllo
elegante, al suo ingresso la Signora percosse con mani delicate il dei parametri metabolici». E così, con
Maria, moglie dell’infermo, lo accolse torace sia davanti che dietro, fece un inchino, si congedò da tutti e si
con deferenza immediatamente pronunciare il fatidico “trentatrè”, fece accompagnare alla porta.♥
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